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La Lazio vola meritatamente in vetta

4 ottobre 2010 1.437 views Nessun Commento

La squadra biancoceleste dopo sei giornate di campionato si gode il primato solitario in classifica

Un inizio di campionato a dir poco scoppiettante, quello che sta caratterizzando l’annata 2010/11 della Lazio. Dopo i travagliati problemi che hanno caratterizzato la scorsa stagione, ora nell’ambiente sembra cambiato qualcosa. I biancocelesti, oltre a godersi con 13 punti un solitario primato in classifica, hanno dato dimostrazione che tutto ciò non è figlio della casualità. I complimenti maggiori vanno al presidente Claudio Lotito, che ha avuto la forza di non mollare e di dar poco peso alle innumerevoli contestazioni che si è dovuto subire in tutti questi anni. Da quando è al timone della Lazio, è riuscito a salvare la società dal fallimento e a portare a casa anche una Coppa Italia e una Super Coppa Italiana. Non male, stando agli scenari che si stavano configurando, laddove nessuno poteva lontanamente immaginare che si sarebbe verificato tutto ciò. Mettiamoci nel mezzo anche la partecipazione alla Champions League 2007/08 e capiamo da soli che il lavoro svolto da Lotito non è assolutamente di basso profilo. I problemi, magari sorgono e sono sorti quando il presidente ha dimostrato di avere un atteggiamento poco umile e poco propenso ad ammettere i suoi errori. Alla gente probabilmente è mancata spesso chiarezza e un rapporto di unione di intenti con Lotito, che inevitabilmente ha pagato a caro prezzo i suoi atteggiamenti. Per quanto riguarda invece l’aspetto tecnico di squadra, il primo l’artefice di questo mezzo miracolo è senza dubbio Edy Reja. Il tecnico friulano, ha avuto l’umiltà di rinunciare al suo consueto 3-5-2, per adattarsi a quelle che sono le peculiarità dei suoi giocatori. Questo è da considerarsi un aspetto di grande peso, dal momento che molti allenatori hanno dimostrato storicamente di essere figli delle proprie idee, non avendo magari l’intelligenza di pensare prima di tutto al bene della squadra. L’ex allenatore di Napoli e Hajduk Spalato, ha avuto inoltre la bravura di mettere tutti sullo stesso piano, regalando il giusto e meritato spazio a gran parte dei membri della rosa. Ad ampia prova di tutto ciò, contro il Milan ha preferito il giovane Cavanda al più esperto e bravo Lichtsteiner. Ha saputo dosare il talento di Zarate, relegandolo spesso in panchina e lanciandolo titolare a Verona contro il Chievo, dove si è rivelato poi decisivo con un goal vittoria. Nell’ultima di campionato con il Brescia, ha avuto il coraggio di levare l’ottimo e fenomenale Hernanes per gettare nella mischia Mark Bresciano, giocatore arrivato da Palermo con un pedigree di tutto rispetto. Le sorprese maggiori, arrivano però da Stefano Mauri e dal centrale di difesa Andrè Dias, fondamentali e insostituibili nell’ undici titolare di questa sorprendente Lazio . Il primo,  con le sue prestazioni maiuscole si è riconquistato una meritata convocazione in nazionale, mentre il brasiliano si conferma giocatore di primo piano e acquisto di alto spessore, dopo  le perplessità iniziali al suo arrivo nello scorso mercato di gennaio. Nell’ultima gara contro le rondinelle, Reja ha proposto un bel 4-3-1-2, modulo efficace, divertente e che sta facendo sognare tutta la platea biancoceleste. Insieme al Napoli, la Lazio può essere la vera out – sider di questo campionato. A dispetto dei partenopei, ha però il grande vantaggio di non giocare le coppe europee, che è ormai assodato da tempo che pesino moltissimo sotto l’aspetto psicofisico. Oltre a ciò, quest’anno la Lazio ha anche una panchina di tutto rispetto, a differenza delle annate precedenti dove non c’erano grandi ricambi, che permettevano di dosare meglio le energie dei cosiddetti titolari. Infine , ad oggi è assolutamente giusto mantenere un profilo basso, ma è altrettanto vero che poter pensare ad un quarto posto non è affatto presunzione e utopia.

A cura di Francesco Vitale

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