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Le nobili decadute : Nottingham Forest

26 maggio 2011 2.477 views Nessun Commento

Il Nottingham Forest è probabilmente il più limpido esempio di squadra che dal completo anonimato è ascesa in brevissimo tempo alla ribalta nazionale ed europea, per poi tornare da dove era venuta. Tutta questa parabola è legata indissolubilmente alla figura di Brian Clough, vero e proprio creatore assieme al fido assistente Peter Taylor del miracolo Forest. Siamo nella seconda metà degli anni settanta, il Nottingham vivacchia nella seconda divisione inglese, quando la guida tecnica viene affidata a Clough e Taylor, i quali nella stagione successiva riescono ad ottenere la promozione nella massima serie. A questo punto, comincia una serie incredibile e inaspettata di risultati che porta la squadra a vincere subito il campionato e nelle due successive stagioni altrettante Coppe dei Campioni. Tutte le formazioni maggiormente blasonate, una su tutti il Liverpool che in quei tempi era leader del calcio anglosassone, furono messe in riga da questa cenerentola al primo tentativo. Furono comunque le due vittorie nella massima competizione continentale, grazie ad autentiche imprese, su tutte la doppia sfida contro l’ acerrimo Liverpool, la semifinale contro il Colonia ( sempre nella prima edizione ) e infine ai successi nelle finali prima sul Malmoe e l’ anno seguente sull’ Amburgo sempre per 1-0, a consacrare il Nottingham e la sua guida Brian Clough. Nel mentre furono messe in bacheca anche due Coppe di Lega, una Charity Shield e una Supercoppa Europea. In altre parole, furono centrati traguardi impensabili al giorno d’ oggi per una provinciale, ma ugualmente clamorosi anche per il calcio dell’ epoca. Ci si chiedeva come una squadra che in cento anni di storia avesse conquistato solo due FA Cup, non facente parte dell’ elite del calcio inglese ed europeo, potesse aver conquistato tali trofei in così poco tempo. Inoltre il Forest è l’ unica compagine europea ad aver vinto più Coppe Campioni che campionati nazionali. La squadra si fondava su di una rosa non larghissima come era in uso a quei tempi, senza veri e proprio fuoriclasse ma con un organico compatto e ordinato. Spiccavano i nomi di Shilton, Anderson, Francis, Robertson, Burns, Gemmill, giocatori che vissero le loro stagioni migliori rendendo al massimo delle proprie possibilità. Negli anni a seguire la squadra cominciò inevitabilmente a cambiare intelaiatura, continuando tuttavia ad ottenere buoni piazzamenti in campionato e una semifinale di Coppa Uefa, persa in modo controverso contro l’ Anderlecht ( si parlò addirittura di corruzione dell’ arbitro ). A fine anni ottanta arrivarono altre due Coppe di Lega ma mai la tanto sospirata FA Cup, vera e propria ossessione di Clough che non riuscì mai a conquistarla nonostante la finale persa del 1991 quando sembrava fosse arrivata la volta buona. A questo punto cominciò il rapido e inarrestabile declino. Al termine della stagione 1992/93 il Nottingham retrocede in seconda divisione, Brian Clough lascia la guida tecnica: è la fine dell’ epopea. Un rapido ritorno nella Premier League con relativo piazzamento Uefa e poi nuovamente una retrocessione, problemi economici e addirittura l’ onta della terza divisione. Ad oggi il Nottingham risiede stabilmente nella Championship, la seconda divisione inglese, con propositi di tornare nella massima serie nel ricordo di quel miracolo sportivo che dette una grande ribalta e gloria ad una società e un’ intera città.

Articolo di Stefano Pieralli

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