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Campioni d’ importazione 2 : Van Basten

27 luglio 2011 1.966 views Nessun Commento

Immaginate un attaccante alto 188 cm, peso 80 Kg., agile, dalle capacità tecniche notevoli e spietato goleador, tutto questo era Marcel Van Basten, per tutti Marco. Nato a Utrecht nel 1964, comincia a giocare giovanissimo nelle società locali per poi passare nel 1981 al prestigioso settore giovanile dell’ Ajax. Non tarda a farsi notare in prima squadra, segnando subito all’ esordio e realizzando goal a grappoli nei successivi cinque campionati. Lo nota la Fiorentina, facendogli firmare addirittura un precontratto, ma quando tutto sembrava ormai fatto la società lo molla. Il Milan che si era messo sulle tracce dell’ olandese, sfrutta la situazione e ingaggia Van Basten all’ indomani della conquista della Coppa delle Coppe da parte dell’ Ajax proprio grazie a una sua rete. Marco inizia l’ avventura italiana nel Milan di Sacchi stagione 1987/88 facendo intravedere quelle qualità ampiamente mostrate in Olanda, ma purtroppo dopo le primissime partite si infortuna, un problema che sarà maledettamente ricorrente nella sua carriera. Rientra a poche giornate dalla fine, giusto in tempo per aiutare il Milan nella vittoriosa rincorsa sul Napoli segnando due goal decisivi, fra cui uno all’ Empoli che rappresenta la sintesi delle sue doti tecniche e balistiche.

Il “Cigno di Utrecht” si appresta a vivere le stagione più belle, infatti già ai successivi Europei di Germania trascina gli Orange al titolo, riuscendo  a mostrare la sua classe all’ intero continente; memorabile il tiro al volo con cui infila il russo Dasaev in finale. A fine anno alzerà al cielo il suo primo Pallone d’ Oro. Nella sua seconda stagione comincia ad esaltarsi, in campionato riesce finalmente a segnare con regolarità non subendo infortuni rilevanti e fastidiosi e in Coppa dei Campioni compie delle autentiche imprese, diventando il terminale offensivo della squadra che conquisterà l’ Europa per due anni consecutivi. Alla fine del 1989 arriva il secondo Pallone d’ Oro, Van Basten è probabilmente il più forte attaccante del mondo in quel periodo, un autentico campione per il Milan. Nella sua terza stagione, nonostante non giochi alcune partite per gli immancabili problemi fisici, si aggiudica il titolo di capocannoniere in un Milan che giunge ancora secondo ma che si conferma in Coppa dei Campioni. Ai Mondiali italiani del 1990 c’ è l’ occasione giusta per confermare la propria nazionale e lui stesso ai vertici internazionali ma l’ appuntamento e disatteso, complice un’ Olanda per niente frizzante e decisamente deludente, sarà il suo unico Mondiale giocato. Ma i titoli iridati arrivano a livello di club con il Milan per ben due volte con altrettante Coppe Intercontinentali.

Arriva alla guida tecnica milanista Fabio Capello ed il tecnico friulano esalta ancor di più le doti realizzative di Van Basten, al termine della stagione 1991/92 saranno addirittura 25 le reti, il secondo titolo di capocannoniere e a fine anno il terzo Pallone d’ Oro, unico calciatore a conquistarne tanti insieme a Platini e Crujiff. La stagione successiva vede un inizio esaltante, si prospetta un torneo pieno di goal e di giocate sopraffine ma l’ infortunio, l’ ennesimo, è dietro l’ angolo. Van Basten si ferma di nuovo per rientrare a fine campionato e segnare all’ Ancona quello che sarà malinconicamente il suo ultimo goal. Cure e ricadute si susseguono senza più rivederlo in campo, per poi arrivare all’ inevitabile annuncio di appendere le scarpe al chiodo. Si chiude così prematuramente una carriera che ha visto Van Basten deliziare intere platee con goal mirabolanti e giocate di gran classe, molti sono stati i titoli individuali e di squadra conquistati, anche se molti altri potevano arrivare se non fosse stato così bersagliato dagli infortuni.

A cura di Stefano Pieralli

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