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Campioni d’ importazione 3 : Ronaldo

28 luglio 2011 1.874 views Nessun Commento

Del “ Fenomeno “ si potrebbero dire tantissime cose, il suo talento, la sua velocità smisurata, il suo essere decisivo, qualità che ne hanno fatto uno dei più grandi talenti degli ultimi anni, c’ è però un rovescio della medaglia assai amaro rappresentato dai tanti, troppi infortuni che ne hanno minato la capacità di incidere e strabiliare ancora di più. Luis Nazario de Lima viene portato in Europa dal Psv Eindhoven dove vi gioca per due stagioni mettendo a segno un numero di reti praticamente uguale a quello delle presenze anche giocando solo metà della seconda stagione, confermando quello che si diceva su di lui cioè di essere il nuovo fenomeno del calcio mondiale. Nel ’96 lo acquista il Barcellona, un palcoscenico più prestigioso e consono per questo formidabile attaccante. In Spagna gioca un’ altra stagione strepitosa in un calcio stavolta più competitivo, i numeri sono eloquenti: 49 presenze condite da 47 reti, titolo di capocannoniere e conquista della Coppa delle Coppe dove mette a segno la rete decisiva.

Passato l’ esame anche nelle competizioni europee, Ronaldo diventa il giocatore più in vista del mondo e l’ Inter di Moratti si promette di acquistarlo per fare il definitivo salto di qualità. Pagando la clausola rescissoria di 48 miliardi di Lire, Ronaldo sbarca a Milano e nella sua prima stagione conferma anche nel nostro campionato di essere imprendibile, unendo la sua velocità ad una tecnica notevole, il vero prototipo dell’ attaccante moderno. In campionato c’ è solo un amaro secondo posto, ma arrivano la conquista della Coppa Uefa e del Pallone d’ Oro. I guai fisici non si fanno attendere e già alla seconda stagione ne condizionano le presenze anche se la media reti è sempre notevole. La stagione 99/2000 dovrebbe essere quella del riscatto, invece sarà l’ inizio di un tunnel lunghissimo. Si infortuna gravemente nel novembre ’99, resta lontano dai campi fino all’ aprile 2000 quando proprio al suo rientro il ginocchio cede nuovamente, in una scena che racchiuse in diretta tv tutto il dramma sportivo del brasiliano. Stavolta la sua assenza è ben più lunga, mentre si teme addirittura per il proseguo della carriera. Ronaldo è tenace, si rimette in piedi e complice la sua giovane età torna in campo ma solo alla fine del 2001, saltando così un’ intera stagione dopo le ripetute assenze precedenti. Stavolta il problema sembra essere un altro, di natura tecnica, rappresentato dall’ allenatore Cuper che sembra non credere nell’ attaccante brasiliano limitandone l’ utilizzo, anche se i goal arrivano puntuali. A fine stagione la grande delusione dello Scudetto letteralmente gettato al vento, con la sconfitta contro la Lazio quando sembrava già vinto e, causa il rapporto difficile con Cuper, arriva la voglia di andarsene. Ronaldo cede alle avances del Real Madrid, per un clamoroso ritorno nella Liga spagnola nelle file dell’ avversario storico del Barça. Fresco del titolo di campione del mondo con la nazionale brasiliana (decisivo per la conquista del secondo Pallone d’ Oro nel 2002), nelle Merengues riesce a giocare con più regolarità, senza infortuni di rilievo, tornando a segnare a raffica e vincendo titoli importanti.

Dopo quattro ottime stagioni sembra non essere più una delle stelle della squadra, così all’ inizio del 2007 ritorna in Italia, vestendo inaspettatamente la maglia del Milan. Nella seconda parte del campionato che gioca in rossonero riesce ad essere decisivo con i suoi goal, anche se sembra appesantito e di conseguenza perso buona parte della sua velocità. La nuova stagione si presenta con gli ennesimi problemi fisici culminati con il grave infortunio del febbraio 2008. E’ il capolinea della sua esperienza italiana, visto che il Milan non gli rinnova il contratto. Ronaldo torna in Brasile per spendere gli ultimi scampoli della carriera nel Corinthians sempre con numeri di tutto riguardo, per poi ritirarsi definitivamente. Finisce così l’ epopea di questo attaccante da molti considerato uno dei più forti di tutti i tempi, purtroppo frenato dai tantissimi infortuni che ne hanno impedito la possibilità di far vedere a tutto il mondo la sua velocità supersonica e i suoi goal di più di quanto non abbia fatto.

A cura di Stefano Pieralli

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