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Francia : Alla scoperta del Lille e del suo tecnico Rudi Garcia

28 luglio 2011 2.425 views Nessun Commento

In un mondo del calcio milionario che nel terzo millennio è stato invaso da sceicchi e magnati di ogni genere c’è spazio anche per un’oasi felice e vincente. Il riferimento in questione è rivolto a Lille campione di Francia, una squadra che andrebbe presa come modello che ha fatto della progettualità, della lungimiranza e dell’applicazione al lavoro le sue carte vincenti. L’artefice principale di questo miracolo è sicuramente l’allenatore Rudi Garcia, tecnico di origine andalusa che tra un paio di anni massimo potrebbe varcare la soglia di lidi più prestigiosi. Il 47enne nativo di Nemours infatti nell’ultima stagione ha dimostrato di essere un mostro sacro della panchina: il suo credo è  il 4-3-3, modulo votato come ben si sa all’attacco, che per rendere l’idea lo avvicina moltissimo alle idee storiche di Zdenek Zeman. In comune con il boemo, Garcia ha anche il fatto di curare moltissimo la parte atletica in fase di preparazione, mentre ciò che lo diversifica dall’ex allenatore di Lazio e Roma è il fatto di giocare con una difesa un po’ meno alta, cosa che gli consente di subire molti meno danni a livello difensivo. La vittoria in Ligue 1 e in Coppa di Francia di quest’anno non potevano essere biglietto da visita migliore per eventuali pretendenti ad un suo ingaggio. La Roma, prima di ingaggiare Luis Enrique aveva pensato al tecnico transalpino, con quest’ultimo che però ha preferito proseguire l’avventura a Lille, tutto ciò con il sogno di provare a bissare quanto di buono è stato fatto nell’ultima annata. In seguito, per l’allenatore francese è arrivato anche un timido sondaggio da parte dell’Inter, precedentemente all’accordo con Gasperini infatti  dalle parti della “Pinetina” si era valutata anche questa fra le tante ipotesi paventate per il nuovo corso neroazzurro. Rudi Garcia, se è vero che somiglia a Zeman per la sua impostazione tecnico tattica, allo stesso tempo è anche molto simile ad un mostro sacro come Josè Mourinho.

In comune con lo “Special One” portoghese, ha dalla sua di essere un grandissimo motivatore, in grado di tirare fuori il meglio a status massimali da ogni suo singolo giocatore. In questo senso, ricorda moltissimo il primo Mou, capace di stupire l’Europa intera sulla panchina del Porto. Se Mourinho fu capace di far rendere al di sopra dei suoi mezzi il centravanti sudafricano Benni McCarty e antecedentemente un vecchio potenziale prospetto come Helder Postiga, Garcia dalla sua ha dato lustro e fama al bomber senegalese Moussa Sow. Quest’ultimo era approdato la scorsa estate al Lille dal Sedan, con la miseria di sole 6 reti all’attivo negli ultimi due anni. Troppo poco per un centravanti, arrivato peraltro al Lille con già ventiquattro primavere sulle spalle, che però grazie a Rudi Garcia (che ha creduto in lui motivandolo a dovere), è riuscito a diventare il capocannoniere della Ligue 1, quindi di conseguenza anche uno degli artefici principali del titolo nazionale del Lille. Insieme a lui, a comporre un tridente da far invidia a molti, c’erano il giovane talento belga Heden Hazard e l’ivoriano Gervinho. Per quanto riguarda il primo, astro nascente classe 91′, con un futuro tutto in discesa e  i migliori Top Club europei già da tempo sulle sue tracce, c’è da scommettere che potrebbe avere un carriera di altissimo livello. Per ciò che concerne Gervinho invece, già lo si conosceva bene dai Mondiali sudafricani , competizione dove nella sua nazionale faceva coppia in avanti con Salomon Kalou e Drogba. Nell’ultimo anno a Lille ha trovato la sua definitiva consacrazione, affermazione importante che gli ha permesso a suon di milioni di essere ingaggiato dall’Arsenal. Una perdita dolorosa sicuramente quella di quest’ultimo per il team francese anche in vista della prossima Champions League, competizione dove Rudi Garcia vorrà sicuramente stupire (nonostante l’addio di Gervinho) con il Lille pronto a recitare un ruolo di mina vagante a livello continentale, con il suo tecnico che sarà potenzialmente in grado di tappare questo buco lasciato in avanti dall’esterno d’attacco africano. In conclusione, una menzione importante la merita per la grande annata anche il mediano Rio Mavuba, giocatore che si era affermato nel Bordeaux, in seguito scaricato dagli spagnoli del Villareal, che a loro volta lo avevano ceduto quindi al Lille. Un vero metronomo in mezzo al campo, dotato di grande corsa, polmoni di acciaio e abilità nel recuperar palloni, oltre che di una discreta visione di gioco. Di statura non molto elevata, può essere più avanti un vero e proprio uomo mercato, già capace nei mesi scorsi di attirare su di se persino le attenzioni del Milan. Detto tutto ciò, non ci resta che aspettare l’inizio della prossima stagione e vedere se il Lille saprà ripetersi in Francia, con la consapevolezza di poter recitare senza finta modestia un ruolo importante anche in Europa.

A cura di Francesco Vitale

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