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Campioni d’ importazione 4 : Maradona

29 luglio 2011 5.163 views Nessun Commento

Diego Armando Maradona è stato per molti il più forte calciatore di tutti i tempi, per altri secondo solo a Pelè, ma visto che i confronti fra varie epoche sono sempre difficili, basti dire che Maradona è Maradona. Talento sbocciato giovanissimo nelle file dell’ Argentinos Juniors prima e Boca Juniors poi, oltre nelle varie rappresentative nazionali dove mostra a tutto il mondo di avere quel “ qualcosa in più”, per poi approdare inevitabilmente in Europa nelle fila del Barcellona per giocarci due stagioni, dispensando giocate formidabili tipiche del suo repertorio. Mancino, veloce, dal dribbling ubriacante, giocate fantasiose a grappoli e con grandi doti di goleador, l’ argentino era ormai considerato il numero uno al mondo. Il Napoli di Ferlaino se lo assicurò a suon di miliardi nell’ estate del 1984, quando l’ Italia era l’ eldorado del pallone, per allestire su di lui una squadra idonea a puntare allo Scudetto.

L’ entusiasmo sotto il Vesuvio è alle stelle per la consapevolezza di aver ingaggiato il più forte e fantasioso giocatore in circolazione, memorabile la sua presentazione in un San Paolo gremito solo per vederlo arrivare. La prima stagione vedeva Maradona inserirsi alla perfezione nel nostro calcio, senza tuttavia essere supportato da una squadra attrezzata a dovere per i quartieri alti della classifica, portando a termine un campionato anonimo di centro-classifica per la squadra ma già di alto livello per lui. Ma era solo questione di tempo. Già nella seconda stagione un Napoli rinforzato in tutti i suoi reparti si piazzò al terzo posto, per poi essere guidato dal “Pibe de Oro” verso il primo storico Scudetto nella stagione seguente unitamente alla Coppa Italia. Il 1986 è l’ anno magico dove Diego sarà decisivo anche per la conquista della Coppa del Mondo in Messico sciorinando numeri e goal da antologia ad aumentare ancora di più il suo mito. La stagione 1987/88 doveva essere quella della conferma in campionato e dell’ assalto alla Coppa dei Campioni, ma il Napoli anche consolidando i suoi crismi di grande squadra, si scontra con il Real Madrid nel primo turno in Europa venendo subito estromesso e subisce la rimonta del Milan di Sacchi in campionato, unica consolazione il titolo di capocannoniere a conferma delle sue eccellenti qualità di bomber senza essere un attaccante classico. Siamo alla stagione 1988/89, il Napoli si conferma una delle squadre principi del nostro campionato arrivando ancora secondo, stavolta dietro l’ Inter dei record e conseguendo il primo importante trofeo internazionale, centrando la vittoria in Coppa Uefa nel doppio confronto con lo Stoccarda.

Il ciclo inaugurato sotto l’ estro di Maradona prosegue con la conquista del secondo Scudetto nella stagione 1989/90 e la conquista della Supercoppa Italiana all’ inizio della successiva, ma saranno le ultime gioie. Nell’ aprile del 1991 Diego viene trovato positivo alla cocaina e scatta inevitabile la squalifica che lo allontana per sempre dal calcio italiano. Finisce così un’ era ricchissima per il Napoli sotto la guida carismatica e formidabile di Maradona. Il Pibe spenderà gli ultimi scampoli della carriera in Spagna nel Siviglia e dopo il ritorno in Argentina, in una breve parentesi al Newell’ s Old Boys per poi terminare nell’ amato Boca Juniors. Nel frattempo c’ è spazio per il suo ultimo Mondiale, quello di Usa 94, anch’ esso però terminato malinconicamente per la seconda squalifica per doping. Certamente la carriera di Maradona non è finita nel migliore dei modi, ma questo non intaccherà mai il suo smisurato talento e tutta l’ ammirazione che il mondo calcistico gli ha riservato, oltre al delirio delle sue piazze, quella argentina e quella napoletana.

A cura di Stefano Pieralli

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