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Champions League: Nel freddo di San Pietroburgo lo Zenit batte il Porto 3-1

28 settembre 2011 1.653 views Un Commento
( Di Antonio Cupparo)

Bella vittoria in rimonta dello Zenit di San Pietroburgo sul Porto per 3-1. In vantaggio con Rodriguez, gli uomini di Pereira si sono fatti rimontare, anche per colpa dell’ingenuità di Fucile che ha lasciato i Dragoni in 10 per tutto il secondo tempo.
Tanta Italia nella squadra russa, a partire dall’allenatore Spalletti: in campo si è visto anche Criscito, mentre Rosina è rimasto in panchina. Senza lo squalificato Bruno Alves e l’infortunato Semak, Spalletti schiera Malafeev tra i pali; difesa a quattro conAnyukov, Lombaerts, Hubocan e Criscito; a centrocampo Denisov e Shirokov; davanti Fayzulin, Zyryakov e Dannyalle spalle dell’unica punta Kerzhakov.Vitor Pereira deve fare a meno dello squalificato Guarin e dell’infortunato Sapunaru. Nel suo 4-3-3 giocano Helton tra i pali; la collaudatissima difesa a quattro con Fucile, Rolando, Otamendi e Alvaro Pereira; davanti alla difesa “la piovra” Fernando, con Belluschi e Joao Moutinho ai fianchi mentre in attacco c’è il tridente Hulk, Kleber, Rodriguez.

Lo Zenit è partito con il piglio giusto: gran pressing a centrocampo per interrompere sul nascere l’azione dei portoghesi, senza però rendersi particolarmente pericoloso. Pericolo che ha portato subito Hulk alla porta di Malafeev su calcio di punizione con un potente sinistro uscito di poco a lato. Al 10′ minuto il Porto è andato in vantaggio: sul corner per lo Zenit, Rolando ha spazzato di testa e ha fatto partire il contropiede del Porto: pallone in area per Hulk che ha messo al centro dove Rodriguez indisturbato ha realizzato. Il colombiano sembrava in posizione di fuorigioco al momento del passaggio di Hulk, che l’arbitro non ha segnalato. Per la squadra di Spalletti una bella mazzata visto che era ancora a zero punti, dopo la sconfitta di Cipro di 15 giorni fa, con un’altro ko che avrebbe precluso le sorti del girone. Russi che hanno subito reagito e dieci minuti dopo sono pervenuti al pareggio: cross di Fayzulin dalla destra, Helton è uscito smanacciando la sfera per anticipare Danny, sul pallone però è arrivato Shirokov che dall’altezza del dischetto che ha insaccato, nonostante il tentativo di salvataggio di Fucile sulla linea di porta. Per il centrocampista russo è stato il primo gol in Champions League, una rete che ha permesso allo Zenit di ricompattarsi. Con l’entusiasmo del pareggio, e grazie al tifo dei padroni di casa, lo Zenit è andato subito vicino al vantaggio con Kerzhakov, che dopo aver agganciato al volo un bel passaggio di Danny, ha provato di destro dai venti metri mandando la palla di poco sul fondo. Al 24′ un sinistro improvviso di Alvaro Pereira ha messo in evidenza le doti atletiche di Malafeev, che ha deviato il pallone sulla traversa. Un minuto dopo Kerzhakov è stato fermato per un fuorigioco inesistente dopo un bel lancio in profondità di Danny, con Spalletti a braccia aperte a contestare. Alla mezz’ora è arrivata la prima sostituzione: Kleber per un problema alla spalla ha dovuto lasciare il posto a Varela. L’assetto tattico in avanti del Porto è cambiato, con Hulk centrale e Varela e Rodriguez ai lati. Prima della fine del tempo, Fucile già ammonito, ha commesso una grave ingenuità toccando il pallone con un braccio, e di conseguenza c’è stata l’espulsione. Vitor Pereira nell’intervallo ha dovuto far uscire il colombiano Rodriguez un attaccante per un centrocampista Souza. Fernando è passato a fare il terzino destro al posto dell’espulso Fucile e Souza si è piazzato a metà campo. Dopo tre minuti della ripresa, subito un’occasionissima per lo Zenit: Kerzhakov scattato al limite del fuorigioco, è entrato in area tutto solo ma ha centrato il palo. Subito dopo ancora un pallone d’oro di Zyryanov per Kerzhakov in area, l’attaccante ha controllato male dando a Helton il tempo di uscire e di strappargli letteralmente il pallone dai piedi. Il Porto è sembrato un pò troppo rannicchiato dietro, e lo Zenit, nonostante una manovra un pò lenta, con il solo Danny ha dare il cambio di passo, è comunque padrone del gioco. Al 60′ un gol invalidato allo Zenit, ingiustamente vedendo le immagini, dove Kerzhakov aveva insaccato da due passi, dopo un affondo sulla fascia di Shirokov.Due minuti dopo è però arrivato finalmente il raddoppio dello Zenit, ancora con Shirokov, che ha fatto doppietta: Danny ha messo al centro, dove Shirokov ha agganciato con il destro e con il sinistro di controbalzo ha fulminato l’incolpevole Helton. La reazione del Porto è tutta nel sinistro “bomba” di Hulk che su punizione dai 35 metri ha sfiorato i pali di Malafeev. I russi a questo punto sono però padroni del campo, e sopratutto nelle ripartenze si rendono pericolosi, con Danny in serata di grazia: il portoghese è un’autentica furia, e grazie ad un suo tocco da due passi ha insaccato il gol del 3-1. Il Porto con l’uscita per infortunio di Kleber, e la sostituzione di Rodriguez, si è dimostrata molto fragile li davanti. Al 75′  Shirokov ha sbagliato da due passi dopo il solito suggerimento bellissimo di Danny, senza dubbio il migliore in campo. Un minuto dopo lo stesso Danny, ha anche lui sbagliato clamorosamente dopo un azione da manuale in contropiede, mandando a lato un tiro a giro. Il Porto in dieci uomini ha provato ad attaccare a testa bassa, ma tranne Hulk ,si è dimostrato statico in molti dei suoi elementi, in primis Varela, che non è proprio entrato in partita. La gara ormai è sembrata avviata alla conclusione, con il Porto che è sembrato rassegnato alla sconfitta. Dopo 87′  Spalletti ha fatto la sua prima sostituzione richiamando in panchina Zyryanov per Huszty, mentre un minuto dopo anche Kerzhakov, che ha cercato con insistenza il gol, con una standing ovation del pubblico, è stato richiamato per Buckharov. Dopo tre minuti di recupero il match è finito con lo Zenit che si è accaparrato i primi 3 importantissimi punti del girone, mentre per il Porto ha pesato non poco la sciocchezza di Fucile alla fine del primo tempo.

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