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Omaggio a Jan Koller

16 ottobre 2011 324 views Nessun Commento

(A cura di Isabella Rubens / Fonte “Foothexagonal.com”) Senza clamore nè squilli di tromba, perfettamente in linea con lo stile discreto che ha sempre contraddistinto il personaggio, il 17 agosto 2011 è arrivata nelle agenzie di stampa la notizia del ritiro dal calcio giocato di Jan Koller, trentotto anni e più di seicentocinquanta partite da professionista alle spalle, sei titoli nazionali tra campionati e coppe con le maglie di Sparta Praga, Anderlecht e Borussia Dortmund e miglior marcatore di tutti i tempi della selezione ceca con cinquantacinque gol in novantuno presenze. L’annuncio ha lasciato un po’ spiazzati quegli appassionati che fino all’ultimo ne avevano seguito le imprese, perché appena due mesi prima Koller aveva accettato di prolungare di un altro anno il suo contratto con l’AS Cannes ed appariva motivatissimo in vista della nuova stagione; ma gli infortuni muscolari a ripetizione che ne stavano martoriando il fisico l’hanno alla fine convinto a dire basta ed è probabile che a pesare definitivamente sia stato il verdetto choc della DNCG, che in mancanza di garanzie finanziarie ritenute soddisfacenti ha stabilito che nel campionato 2011-2012 lo storico club della Costa Azzurra dovrà esibirsi sugli infidi terreni del CFA, nonostante dirigenza e tifosi avevano sperato nel buon esito di un ricorso al Tribunale Amministrativo di Nizza. In ogni caso, l’attaccante si è limitato a commentare la propria decisione con poche serene parole: “Porre termine alla mia carriera è stato più facile di quanto credessi. Ora ho voglia di vedere cosa mi riserverà il futuro”. D’altronde, era già riuscito a sorprendere tutti nel gennaio del 2010 quando, reduce dall’avventura in Russian Premier League con la maglia del Krylia Sovetov, aveva rifiutato la proposta dell’Amburgo e quelle economicamente molto vantaggiose che gli erano pervenute dalla Cina e aveva scelto di privilegiare la serenità della sua famiglia, che si era trovata benissimo in Costa Azzurra in occasione della precedente esperienza di Koller a Montecarlo nelle file del Monaco, legandosi ai Dragons e diventando probabilmente il più grande giocatore che abbia mai calcato i campi della terza divisione francese. E chi credeva che fosse andato a Cannes per svernare non ci ha messo molto ad essere smentito, visto che in biancorosso il gigante ceco ha mantenuto le buone vecchie abitudini, segnando in una stagione e mezzo venti gol in quarantanove partite, sedici dei quali nello scorso campionato in cui ha rivaleggiato a lungo con Thibault Giresse e David Suarez per il trono di miglior cannoniere, prima di arrendersi all’infortunio alla coscia che gli ha impedito di prendere parte alle ultime otto giornate. Di certo ogni tifoso dei Dragons, così come ogni vero cultore di calcio internazionale, farà fatica a dimenticare quel colosso alto più di due metri e pesante più di cento chili, che ad un primo sguardo poteva apparire goffo e scoordinato ma che in campo non spiccava solo per l’abilità nel gioco aereo e la capacità di fare da sponda per i compagni, ma anche per la sua visione di gioco e per qualità tecniche e dinamiche davvero sorprendenti per un giocatore della sua mole. Lo ricorderemo all’apice della sua parabola, quando nel 2002 con il Borussia Dortmund guidato da Sammer si aggiudicava il Meisterschale ed andava a segno nella finale di Coppa UEFA di Rotterdam vinta per 3-2 dai padroni di casa del Feyenoord, o quando due anni più tardi faceva coppia con Milan Baroš nell’attacco della brillante Repubblica Ceca di Nedvěd, Poborský, Šmicer, che si piazzò terza all’Europeo portoghese regalando partite memorabili come il 3-2 all’Olanda; ma lo ricorderemo anche nel suo canto del cigno di Cannes, per l’umiltà e l’entusiasmo trascinante con cui ha saputo calarsi nel nuovo contesto, lui che era abituato a ben altri palcoscenici, conquistandosi il rispetto incondizionato di compagni e avversari e dando prova dell’eccezionale mentalità che ha fatto di lui il campione che abbiamo conosciuto. L’1 aprile 2011 allo Stade Pierre de Coubertin l’ASC ospitava l’Étoile Fréjus Saint-Raphaël in un derby ancora più sentito del solito per via dell’alta posta in gioco, con le contendenti entrambe impegnate nell’inseguimento alla Ligue 2: sarebbe terminato 1-1 e le due squadre, rispettivamente quinta e sesta in classifica a fine stagione, avrebbero di lì a poco abbandonato i sogni di gloria; ma quel derby resterà ugualmente negli annali perché al 30′ del primo tempo Jan Koller scattava in profondità sul filo del fuorigioco e lasciava partire un rasoterra a incrociare imparabile per il portiere Cattier, segnando il suo gol numero duecentonovantatrè, l’ultimo di una straordinaria carriera.

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