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Argentina: River, un ottobre dalle due facce

30 ottobre 2011 1.181 views Nessun Commento

di Andrea Ciprandi

Prima o poi sarebbe potuto succedere. Ed è successo: il River ha perso la prima partita di campionato. Ad aggarvare le cose, per la prima volta dopo undici giornate di leadership ha contemporaneamente perso la testa della classifica – pur mantenendosi in una posizione che oggi gli garantirebbe la promozione diretta, vale a dire la seconda. Più in alto solo l’Instituto (ennesima squadra di Corboda a sbarrargli la strada dopo il Belgrano in Promocion), in casa del quale la Banda aveva recentemete dato prova di solidità e molto altro, che avremo modo di considerare ripercorrendo questo mese dalle due facce.

Partiamo dai numeri: 5 partite giocate con 2 vittorie, 2 pareggi e 1 sconfitta. I gol fatti 10, quelli subiti 4. In generale, 3 le trasferte e 2 soli gli incontri casalinghi, ancora al Nuevo Gasometro che era subentrato al Ducò e verrà a sua volta abbandonato già in occasione del prossimo impegno interno, il 12 novembre. Prima della sconfitta con l’Aldosivi il bilancio stagionale delle partite corrispondenti a turni interni, benché giocati lontani dal Monumental e in alcuni casi a porte chiuse, era stato confortante; resta però il fatto che tornare sul prato e sotto gli spalti di casa, soprattutto se verranno nuovamente quanto correttamente abilitati per 65.000 spettatori e non solo 41.000, non potrà che dare una mano a una squadra che è ancora in cerca di stabilità.

Proprio il pubblico è una delle note positive di questo ottobre ‘millonario’. Anzi, è l’aspetto più notevole. Dopo che a Mendoza per la prima volta era stato dato libero accesso alla massa dei tifosi in trasferta della Banda, per quanto non ufficialmente ma solo in ragione di un escamotage del presidente dell’Independiente Rivadavia, il ‘fenomeno River’ è letteralmente esploso negli stadi d’Argentina prima e sui giornali poi. A Cordoba contro l’Instituto, in occasione della partita che valeva la vetta della classifica, si è giocato di fronte a 57.000 spettatori metà dei quali erano del River. Roba che nemmeno per un Superclasico alla Boca…

A proposito di grandi numeri, impossibile prescindere dal 7-1 rifilato all’Atlanta in uno dei due ‘clasicos’ cittadini di quest’ultimo mese (l’altro quello col Ferro, terminato 0-0 al Nuevo Gasometro in quanto lo stadio dei biancoverdi, squadra di casa, non è abilitato a ricevere tifoserie ospiti straripanti come quella ‘millonaria’). Quel che colpisce della goleada contro i Bohemios è che si è trattata della ventiduesima volta nella storia in cui il River ha fatto 7 o più gol, l’ultima risalente al ’99, e che di queste altre 4 avevano già visto soccombere i gialloblù di Villa Crespo. Guardando invece al calcio argentino nel suo complesso, un risultato così roboante non si otteneva dal 2007, quando toccò all’Independiente Rivadavia battere il Belgrano per 7-0.

Nel corso di River-Atlanta aveva messo a segno una tripletta Fernando Cavenaghi, che a oggi dopo il gol all’Aldosivi ha raggiunto in campionato quota 6 reti – bottino che non fosse stato per pali e traverse averebbe potuto essere ben più cospicuo e valere più del momentaneo terzo posto nella speciale classific adei bomber. Partendo da questo dato possiamo analizzare l’andamento degli attaccanti che, più di tutti, sono i protagonisti di un assetto tattico non ancora definitivo, che Almeyda stenta a trovare dopo che nelle prime uscite aveva voluto, saputo o potuto confermare sempre la stessa formazione. La coppia Cavenaghi-Dominguez non è più necessariamente quella di riferimento né in sé né per l’impiego specifico dei due giocatori: qualche infortunio, il rientro di Funes Mori, il rilancio di Rios e l’occasionale utilizzo del ‘Chori’ da rifinitore dietro altre due punte hanno più volte rivoluzionato la prima linea generando varietà di marcature ma costringendo anche sempre a sperare che la formula scelta nell’occasione fosse in grado di funzionare subito. Insomma, c’è stata poca continuità.

I gol sono arrivati da Cavenaghi ma anche da Aguirre (detereminante la sua doppietta contro l’Huracan), Rios, l’oggetto misterioso della penultima campagna acquisti Bordagaray e ancora Ocampos, che col centro contro l’Atlanta ha raggiunto quota 3 – niente male per un centrocampista oltretutto di 17 anni, ma d’altra parte se Lanzini che ne ha 18 e Lamela che ne ha 19 segnano in Brasile e Italia mentre Cirigliano, Pezzella, Rey e Gonzalez Pirez hanno appena guidato l’Argentina Under-22 alla Finale dei Giochi Panamericani forse non bisogna stupirsi più di tanto della bravura dei ragazzi ‘millonarios’.

Se i 22 gol fatti fin qui sono venuti da 8 giocatori diversi a testimonianza di una grande partecipazione al gioco, i 9 subiti (oltre alle 4 occasioni in cui la porta è rimasta inviolata) rappresentano un dato incoraggiante e soprattutto sottolineano la giustezza della scelta, a molti apparsa avventata, fatta dal tecnico al che aveva confermato la fiducia al giovane Chichizola preferndolo al più esperto Vega.

Si diceva della partecipazione al gioco. Sì, c’è. Ma il River funziona a corrente alternata e di passaggi a vuoto ce ne sono stati parecchi. Bene il mese scorso col Gimnasia La Plata e ancor meglio contro l’Huracan a ottobre, quando in pochi minuti ha saputo ribaltare il risultato sfavorevole, la squadra non ha però continuità e talvolta sembra soprattutto non sapere come prendere in mano dall’inizio le partite dato che invece, nei casi in cui è andata sotto, ha dimostrato se non altro buona reattività. Ed è proprio sulla continuità che dovrà lavorare Almeyda, che ha appena definito i suoi ‘freddi’. Dovrà farlo perché se dopo una sola caduta a un terzo del torneo il River è soltanto secondo e con 3 miseri punti di vantaggio sulla rischiosissima zona che porta agli spareggi, allora non si possono avere più indugi.

Di seguito i risultati ottenuti dal River a ottobre:

Ferrocarril Oeste- River Plate 0-0
River Plate- Atlanta 7-1 (Cavenaghi 3, Aguirre, Ocampos, Bordagaray e Rios)
Huracan-River Plate 1-2 (Aguirre 2)
Instituto- River Plate 0-0
River Plate- Aldosivi 1-2 (Cavenaghi)

Questa la classifica (primi posti):

Instituto 25 punti, River Plate 23, Rosario Central, Quilmes e Boca Unidos 20, Ferrocarril Oeste 19, Almirante Brown 18.

(NdA: articolo scritto per Riverplate.com)

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