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Miti tricolori 6 : Vialli

10 novembre 2011 3.216 views Nessun Commento

Il ruolo dell’ attaccante è quello che più spesso accende i sogni dei tifosi, quello che viene maggiormente venerato, inseguito, voluto. Nella decade a metà fra gli anni 80 e 90 uno degli attaccanti più ammirati (forse il più ammirato) dell’ intero panorama calcistico italiano è stato Gianluca Vialli. Nato a Cremona nel 1964, si segnala giovanissimo nella Cremonese in Serie B agli inizi degli anni ottanta. Su di lui decide di investire la Sampdoria della gestione Mantovani, la quale punta ad affiancarlo all’ altro talento già in blucerchiato, Roberto Mancini, per intraprendere un nuovo corso. E’ da qui che inizia il periodo d’oro della carriera di Vialli. Dopo le prime due stagioni di apprendistato dove mostra comunque doti importanti su cui scommettere, Vialli comincia a segnare con più continuità in campionato e ad essere decisivo nella selezione Under 21 prima e nella Nazionale maggiore poi. Gioca nel Mondiale di Messico 86 ma senza incidere, come tuttavia l’ intera spedizione azzurra, per poi diventare il punto di riferimento nelle qualificazioni all’ Europeo 88 e nella fase finale in Germania. Le sue prestazioni cominciano ad avere una risonanza internazionale, mentre sul fronte interno si fa sempre più insistente la corte del Milan di Berlusconi che lo vorrebbe aggiungere alla sua collezione di gioielli. Vialli e la Sampdoria non cedono, rifiutando di separarsi prima di aver completato quel meraviglioso ciclo per scrivere le pagine più belle della storia blucerchiata. Arrivano i primi trofei, la consapevolezza di essere fra i primissimi se non addirittura il primo e più forte attaccante italiano. Nella finale dell’ edizione 89/90 della Coppa delle Coppe, Vialli si erge a protagonista assoluto segnando la doppietta decisiva per il primo  (e unico) trionfo europeo della Sampdoria. A Genova è Vialli-mania, un calciatore simbolo, un personaggio anche fuori dal campo che molte squadre anche a livello europeo invidiano. E’ fra i protagonisti annunciati a Italia 90, dove però fallisce clamorosamente a livello personale, con l’ Italia che trova in Schillaci il suo alfiere in un onorevole ma non esaltante terzo posto. Sarà purtroppo il suo grande rammarico quello di non aver centrato nessun titolo a livello di Nazionale, considerando che nell’ 86 aveva già perso ai rigori l’ Europeo Under 21. Dopo la grande delusione mondiale, Vialli trova la forza di compiere un capolavoro portando nella stagione seguente la Sampdoria allo Scudetto, insieme al suo personale trionfo nella classifica cannonieri, diventando il simbolo di quella storica vittoria.

Nel 1992 conclude il suo ciclo sampdoriano ad un passo dal trionfo assoluto in Champions League nella notte di Wembley, quando solo nel secondo tempo supplementare il Barcellona riuscì a spuntarla sulla Samp. Decide di cedere alle insistenze della Juventus anche per trovare nuovi stimoli e nuove sfide con cui misurarsi, su di lui la società bianconera concentra uno sforzo finanziario altissimo condito anche da varie contropartite tecniche. Alla Juventus riesce a migliorarsi molto sotto il profilo fisico, sfoggiando un irrobustimento muscolare inaspettato che ne aumenta l’ impatto atletico e la forza esplosiva. Vince una Coppa Uefa alla sua prima stagione ma non riesce ad incidere in modo determinante nei suoi primi due anni in bianconero. Nella stagione 1994/95 diventa un vero e proprio trascinatore per i trionfi targati Marcello Lippi, riuscendo poi ad agguantare quella Champions che gli era sfuggita pochi anni prima. Chiude nel migliore dei modi il suo quadriennio in bianconero accettando l’ offerta del Chelsea che comincia a pensare in grande. A Londra vi gioca tre anni senza clamorosi sussulti ma facendosi sempre apprezzare per le sue qualità, passando direttamente da calciatore al ruolo di allenatore nel 1999. Termina così la carriera di uno dei più forti e ammirati attaccanti italiani degli ultimi trent’ anni, capace di legare le sue gesta ai trionfi della Sampdoria e alla riproposizione della Juventus ai vertici del calcio internazionale.

A cura di Stefano Pieralli

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