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Premier League: Londra sempre più swinging…

23 novembre 2011 1.130 views Nessun Commento

(A cura di Luca Onorato) Oggettivamente non è facile quest’anno trovare motivi alternativi di interesse nella Premier di quest’anno.
Logico che analizzare il 12° turno di campionato in chiave titolo rischieremmo di risultare ripetitivi, con Manchester City e United ormai staccati. ma subito dietro era prevedibile una gran bagarre per i restanti due biglietti per la Champions.
Ma andiamo con ordine:

1. Citizens e Red Devils fanno ancora risultato pieno; fin qui niente di trascendentale, con la banda del Mancio di partita in partita che prosegue spedita verso la realizzazione del suo progetto di squadra.
Il colpaccio tennistico dell‘Old Trafford quindi non è stato sicuramente un exploit isolato, ma già a suo tempo era necessario non sopravvalutarlo eccessivamente; in primis perchè ovviamente non vi sono 5 reti di scarto fra le due battistrada, e in secondo luogo perchè il calendario del Man. City è stato fin qui davvero agevole, il che ha permesso a Balotelli e co. di dominare in maniera netta in questo avvio di torneo, mascherando alcune pecche che in alcuni frangenti erano già emerse, soprattutto in fase difensiva.
Per contro lo United sembra non aver metabolizzato ancora del tutto la scoppola casalinga di un mese fa, ma 5 punti di margine sono recuperabilissimi, contando anche sul fatto che molti big matches sono già stati archiviati, con le 8 sberle rifilate ai disatrosi Gunners di inizio stagione, ai tris contro Chelsea e Tottenham; le tre risicate vittorie post derby contro Everton, Sunderland e Swansea fanno da preludio al test di sabato contro un Newcastle ambizioso ma un pochino ridimensionato dopo la sconfitta secca subita proprio contro i cugini. Il City ad Anfield contro un Liverpool lanciatissimo dopo il colpaccio di Stanford Bridge sulla carta dovrebbe avere più problemi, quindi non è da escludere un riavvicinamento che avrebbe ripercussioni psicologiche importanti sulla banda di Sir Alex, ultimamente un pochino dimessa a dir la verità.

2. Dicevamo del Liverpool: il gol dell’ex Glen Johnson (il primo colpo di mercato di Abramovich, nel lontano 2003…) ha rilanciato i Reds a ridosso delle prime. Il mediocre pareggio nel turno precedente contro lo Swansea però non va di sicuro in archivio nella mente di un Dalglish che deve ancora dare continuità di risultati ad una squadra dotata tecnicamente, ma talvolta poco aggressiva contro avversari di minor levatura, atteggiamento figlio di una certa immaturità (o vogliamo forse chiamarla presunzione?…). Il big match casalingo di domenica col Man. City sarà un’altra tappa d’alta montagna che i Reds scaleranno col rapportone per saggiare i propri attributi e risalire ulteriormente la classifica.

3. Infine, facciamo un bel giro per Londra: a Stanford Bridge si vivono giorni particolarmente delicati, con Villas Boas sulla graticola dopo l’ennesimo flop in campionato, il terzo nelle ultime quattro partite. Si tratta della peggior partenza da quando Abramovich ha rilevato la proprietà dei Blues, ma questo non basta a rendere l’idea del momentaccio del “Chelski” in questo novembre da brividi. Siamo ormai giunti alla fine di un ciclo stupendo, che ha portato in dote 3 Premier e due FA Cup, ma gran parte dei protagonisti di questa avventura sono ormai logori e i ricambi non sono ancora all’altezza; l’unica ventata di freschezza è arrivata da giocatori di sicuro talento come Mata e Sturridge, che finora hanno predicato nel deserto, “ben affiancati” da giocatori come Alex, Drogba, Anelka e Kalou che sembrano aspettare gennaio per lasciare la truppa. Logico che per Villas Boas lavorare in questo contesto non è facile, ma anche lui non è esente da colpe dato che un tecnico che non riesce a “entrare nello spogliatoio” costiuisce un’aggravante piuttosto che un’attenuante.
Salgono prepotentemente invece le quotazioni di Arsenal e Tottenham.
I Gunners, nonostante le voci di un addio di Wenger, dopo una partenza ridicola, si stanno riprendendo alla grande, e la rimonta assume le cadenze dell’unico fuoriclasse a disposizione del tecnico francese, ovvero Robin Van Persie. La sua doppietta contro il Norwich permette ai Gunners di ottenere la sesta vittoria consecutiva in questo torneo, agganciando Chelsea e Liverpool al quinto posto, a meno tre dal Newcastle. Il derby col Fulham di sabato potrebbe lanciare ulteriormente in orbita l‘Arsenal, dato che il calendario prevede un paio di scontri d’alta classifica, con le dirette interessate che potrebbero togliersi punti a vicenda. Certo è che la vittoria di Stanford Bridge di due turni fa ha fatto scattare qualcosa nelle menti dei ragazzi in biancorosso, che stanno imparando a camminare da soli anche senza mastro Fabregas e Nasri.
Infine il Tottenham, col gradevolissimo rientro in panchina di Redknapp dopo i ben noti problemi di salute, sta guidando una squadra in grado di ottenere 8 vittorie e un pareggio nelle ultime 9 gare, il che rappresenta un exploit pazzesco se si pensa alle batoste subite in avvio contro le due di Manchester. Il terzo posto a pari merito col Newcastle potrebbe essere provvisorio, dato che gli Spurs devono recuperare anche il match contro l’Everton, rinviato a causa dei tumulti che hanno reso meno swinging la Londra dello scorso agosto.

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