Home » Amarcord

Miti tricolori 7 : Zoff

28 novembre 2011 1.525 views Nessun Commento

(A cura di Stefano Pieralli) Il portiere, da sempre definito dall’ immaginario collettivo come un ruolo dove necessitavano caratteristiche esuberanti, propensione a voli spettacolari, ottime doti atletiche velate da piccole dosi di follia per ergersi all’ attenzione generale, è stato talvolta interpretato da autentici campioni che invece si distinguevano maggiormente per calma e sangue freddo. Fra i maggiori esponenti in possesso di queste ultime doti c’è Dino Zoff, autentico mito del calcio italiano. Nato a Mariano del Friuli nel 1942, si affaccia in Serie A con la maglia dell’ Udinese. Dopo le prime due stagioni segnalandosi fra i più promettenti interpreti del ruolo, viene ingaggiato dal Mantova dove vi resta per quattro anni fra Serie A e B. Quella nella società lombarda rappresenta una tappa fondamentale, vale a dire quella della sua maturazione sportiva e personale. Nel 1967 avviene il passaggio al più ambizioso Napoli per restarci altri quattro anni. All’ ombra del Vesuvio si conferma ai vertici del calcio italiano per rendimento individuale, arrivando vicino a quello Scudetto che sarà a suo appannaggio in seguito. Sarà però alla soglia dei trent’anni che comincerà la parte più vincente e importante della sua carriera legandosi alla Juventus. La squadra bianconerà sta aprendo un nuovo ciclo e cerca un portiere affidabile e di valore, individuandolo in Zoff. Dal 1972 al 1983 sarà ininterrottamente un baluardo dei bianconeri dove vincerà titoli in serie: 6 Scudetti, 2 Coppe Italia, 1 Coppa Uefa, anche se mancherà ben due volte l’ appuntamento con la Coppa dei Campioni in altrettante finali perse. In Nazionale la sua figura si consacra definitivamente. Recordman di presenze in azzurro fino a pochi anni fa e icona del calcio italiano all’ estero, vince l’ Europeo del 1968, giocando poi da titolare i seguenti Mondiali del 1974, 1978. Al termine della kermesse in Argentina viene duramente criticato ma riesce a mantenere il suo posto di titolare e a prendersi una grande rivincita. Arriva al Mondiale di Spagna a 40 anni suonati, gioca da capitano diventando il più anziano giocatore a sollevare la Coppa del Mondo. La sua parata all’ ultimo minuto con un tuffo plastico contro il Brasile, bloccando la palla proprio sulla linea di porta, rimane una delle immagini più significative di quel trionfo. La stagione seguente il Mondiale spagnolo sarà la sua ultima, infatti decide di terminare la sua lunghissima carriera subito dopo l’amara sconfitta in finale di Coppa dei Campioni contro l’ Amburgo, mancando di mettere la classica ciliegina sopra una carriera comunque monumentale. Dino Zoff rimarrà sempre fra i migliori portieri italiani e internazionali di sempre, campione silenzioso e grande esempio di serietà.


Commenti chiusi.