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Serie B: Sampdoria, un brodino corposo che sa di rinascita…

17 gennaio 2012 1.012 views Nessun Commento

(A cura di Luca Onorato) Chissà cosa deve essere balenato nella testa di ogni tifoso blucerchiato mentre Pozzi si apprestava a segnare il gol del vantaggio della Samp all’Euganeo… Nella sgroppata di un (finalmente) convincente Bertani sono scorsi per un paio di secondi gli ultimi tre disastrosi mesi nei quali si è assistito a quello che si può definire un teatrino dell’assurdo.
Cambio di allenatore, ammissioni di colpa di un Sensibile sempre sulla graticola, prestazioni sconcertanti di una squadra senza più linfa, e una tifoseria ai limiti del commovente che rappresenta (e non è una novità) l’unica nota lieta di un campionato, o meglio di un 2011 assolutamente da archiviare in fretta.
Dopo la sconfitta casalinga contro il Varese, che ha inaugurato il nuovo anno nel peggiore dei modi, siamo arrivati anche agli sputi dei soliti incivili da cui ogni tifoso sampdoriano fa bene a dissociarsi; uno Iachini sconsolato che, dopo le scuse di rito, promette il massimo impegno per uscire dalla crisi, per “giocarsi il derby” (anche se ha usato un’espressione più colorita…). Samp che parte in ritiro per preparare una trasferta che fa tremare i polsi, contro un Padova ormai stabilmente proiettato verso l’altissima classifica, mentre impazzano le voci di mercato. E i blucerchiati ti sfoderano una prestazione che non ti aspetti, portando a casa tre punti che potrebbero dare una nuova inerzia alla stagione.

Questi i temi da analizzare dopo il colpaccio di sabato scorso:

1. Finalmente Iachini ha centrato la formazione, con il neo acquisto Juan Antonio (ottimo) schierato come trequartista e non come seconda punta come contro il Varese. A ridosso di Pozzi e di un rinato Bertani ha creato gioco, duellando soprattutto con l’ex novarese, alzando di parecchio il coefficiente di fantasia di una manovra fin qui negli ultimi mesi deficitaria. Ovvio che per Pasquale Foggia, rabbuiato a Padova, ci sarà da sgobbare maggiormente per riconquistarsi il posto da titolare. Ma il disporre di un giocatore come l’argentino di sicuro permette a Iachini, in attesa che l’ex laziale recuperi appieno dall’ultimo infortunio, di usufruire di un giocatore tecnico e creativo che alla Samp serve come il pane.

2. Abbiamo parlato di Bertani; a inizio stagione aveva sorpreso un po’ tutti, in positivo, distinguendosi come il miglior acquisto della stagione (insieme a Romero). Poi il buio, il “rientro nei ranghi”, con tutte le attenuanti del caso; giocare da prima punta con una squadra che gioca solo con lanci lunghi a scavalcare il centrocampo di sicuro non può valorizzare la resa dell’ ex attaccante del Novara, sempre generosissimo ma decisamente inconcludente in fase offensiva. Di sicuro con un giocatore come Juan Antonio (o lo stesso Foggia) riesce finalmente a esprimere le sue buone qualità tecniche e di corsa, duettando di prima o aggredendo gli spazi, ma sempre giocando la palla. Sabato col Padova è apparso rinato proprio perché meglio inserito in un contesto di gioco che lo valorizza. Il gran gol che ha di fatto chiuso il conto rappresenta la classica ciliegina sulla torta di una prestazione da incorniciare.

3. Obiang e Kristicic sono il futuro del centrocampo della Samp. Abbiamo già parlato abbondantemente delle doti di Pedro, che come regista davanti alla difesa ha fatto davvero la differenza. Resta da chiedersi perché Atzori e lo stesso Iachini lo abbiano centellinato nell’impiego, dato che è l’unico centrocampista a disposizione che può fregiarsi del ruolo di regista a tutti gli effetti.
Lo slavo invece ha dimostrato ottime doti di incontrista, senza però sprecare un pallone in fase di ripartenza. Anche questo è un fattore da tenere in considerazione, dato che per troppe partite sembrava che la palla scottasse fra i piedi dei giocatori blucerchiati. Prontezza nel braccare il portatore di palla avversario e calma olimpica nel gestire la sfera in fase di possesso sono state le doti evidenziate contro i biancoscudati. Col Livorno attendiamo conferme.

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