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I Campioni degli altri: Beckenbauer

19 gennaio 2012 170 views Nessun Commento

Ogni ruolo ha i propri modelli a cui i giocatori si ispirano o ne ammirano le gesta passate e, seppur sia più facile ricordare gli attaccanti, anche nelle fila dei difensori ci sono indubbiamente dei miti assoluti. Il ruolo di libero ( oggi comunemente chiamato difensore centrale ) ha avuto in Franz Beckenbauer il suo più alto interprete, affermazione avvalorata dal fatto che il calciatore tedesco è stato l’ unico difensore ad aggiudicarsi per ben due volte il Pallone d’ Oro. Nato a Monaco di Baviera nel 1945, legherà praticamente quasi tutta la carriera al Bayern Monaco di cui diventerà bandiera e uomo simbolo anche dopo l’ addio al calcio, guadagnandosi un soprannome emblematico che la dice tutta sul suo spessore, ovvero “kaiser”, l’ imperatore. La sua interpretazione del ruolo è stata a tutto tondo: il compito di difendere era solo una parte del suo lavoro perchè grazie alla sua classe e a spiccate doti tecniche, riusciva ad impostare azioni di rilancio non disdegnando di andare a segno personalmente, in pratica una sorta di libero d’ attacco, il primo nel suo genere. In aggiunta a tutto ciò, il grande carisma lo rese leader assoluto di una generazione vincente per il calcio tedesco capace di conquistare un Mondiale ( 1974 ), un secondo posto iridato ( 1966 ), un Europeo ( 1972 ) e un secondo posto sempre nella manifestazione continentale ( 1976 ) a livello di nazionale, mentre a livello di club contribuì in pratica a dare inizio all’ epoca vincente del Bayern Monaco che continua a tutt’ oggi. Con i bavaresi ha inanellato quattro campionati tedeschi, quattro Coppe di Germania, tre Coppe dei Campioni, una Coppa delle Coppe più una Intercontinentale a chiudere il cerchio. Nell’ epica sfida contro l’ Italia a Mexico ’70, esemplare fu la sua audacia nel continuare a giocare con un braccio letteralmente immobilizzato e fasciato al busto per un infortunio come se niente fosse. Nel 1977 lascia il suo Bayern per andare a giocare negli Stati Uniti, unendosi ad altri grandi campioni a fine carriera assoldati a suon di dollari per propagandare il calcio nel nuovo continente. Anche negli States non perde l’ abitudine a vincere, forte della sua squadra, i New York Cosmos, rinforzata da tante stelle e capace di conquistare tre campionati consecutivi. Dal 1980 al 1982 ritorna in Germania nelle file dell’ Amburgo dove vince il suo quinto campionato per chiudere definitivamente con il calcio giocato nuovamente nei Cosmos di New York. Un calciatore che ha vinto praticamente tutto ovunque sia andato, interprete unico, talentuoso, carismatico ed elegante di un ruolo che ha in lui la sintesi perfetta.

A cura di Stefano Pieralli


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