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Serie A: Roma, tanta fatica e un misero punto col Bologna. A Di Vaio risponde Pjanic

29 gennaio 2012 1.018 views Nessun Commento

(di Alessio Nardo) Ed ora, di cosa si tornerà a parlare? Ma ovviamente dell’arcinota nottata trascorsa dai calciatori della Roma in un locale notturno della Capitale, con tanto di presunti gomiti alzati. Già, perché la squadra, attesa al varco, non ha vinto ed il chiacchiericcio molesto ripartirà all’impazzata. Si andrà a cercare il motivo del pareggio interno col Bologna laddove non c’è. I motivi sono altri ed evidenti: limiti tecnici e temperamentali di alcuni singoli ed una fisionomia collettiva ancora da perfezionare. I felsinei, che quaranta giorni fa vennero presi a schiaffi al Dall’Ara, incamerano un pareggio meritato, frutto di un’ottima prestazione sul piano dell’attenzione difensiva. Di Di Vaio e Pjanic i gol dell’1-1 finale.

Non molta gente ma un discreto entusiasmo allo stadio Olimpico. Obiettivo? Dimenticare lo 0-3 di Torino in Coppa Italia e le polemiche settimanali, possibilmente con un bel successo. Squadra accolta da scroscianti applausi per il riscaldamento, alle 15.00 si parte. Velo di rammarico personale: concesso il minuto di raccoglimento in memoria di Oscar Luigi Scalfaro, ex presidente della Repubblica deceduto quest’oggi a 93 anni. Bene, giusto così. Ma otto giorni fa qualcuno si dimenticò di riservare egual rispetto alle vittime della Costa Concordia e ai cinque angeli scomparsi tragicamente sul Grande Raccordo Anulare. Pazienza. La Roma ripresenta Juan, Rosi e Borini (i grandi assenti di martedì scorso), proponendo Greco in mediana al posto di Simplicio. Bologna arroccatissimo: 3-5-1-1 con Diamanti (fischiatissimo) in appoggio a Di Vaio. I capitolini tentano di partire in quarta, come col Cesena. Dopo una manciata di secondi, Totti va al tiro più o meno dalla stessa posizione da cui scaturì l’1-0 coi romagnoli: Gillet non è Antonioli e fa suo il pallone. Si va a sprazzi, ma con decisione. Totti e Taddei, nel giro di pochi minuti, tentano ancora il tiro: mira sballata per il Capitano, fin troppo precisa per Rodrigo (Gillet blocca). Aldilà delle occasioni, la gara è complicata. Bologna arcigno a difesa della propria metà campo, Roma lenta e priva di spazi. Al 18′ l’Olimpico va vicino al “crollo”: Totti s’inventa un destro pazzesco dalla distanza, incrocio dei pali sfiorato. Sarebbe stato il gol del secolo. Sull’opposto versante, al 37′, Raggi sfiora il colpaccio mettendo al lato da due passi, sugli sviluppi di un corner. Si va al riposo memori di un grigio risultato a occhiali.

Luis Enrique pretende maggior personalità e decisione dai suoi. La Roma “risponde” e rientra in campo con tanta voglia di vincere e portare a casa tre punti d’oro. Anche perché il tabellone, preciso e puntuale, narra di risultati favorevoli provenienti da Lecce e Genova. Il forcing giallorosso fa ben sperare, ma al 56′ ecco il patatrak: Juan “buca” l’intervento su un lungo lancio di Gillet, Di Vaio s’invola verso l’area e fredda Stekelenburg. Ancora lui, ancora Super Marco, giunto ormai all’ennesimo gol alla Roma (gli ultimi due li realizzò un anno e mezzo fa, nel 2-2 dell’Olimpico). Doccia gelata. Lo stadio tenta di ricaricare le pile ad una squadra apparentemente sfiduciata, Luis intanto fa fuori gli inesistenti Greco e Lamela ed inserisce Simplicio e Bojan. Urge un episodio favorevole, che arriva al 61′. Punizione dal limite calciata divinamente da Miralem Pjanic: palla a giro sul primo palo, Gillet non può farci nulla. E’ gol, è magia. Il ruggito della Sud sembra dar inizio ad una nuova storia. La Roma si fionda nella metà campo ospite e il Bologna ha chance in contropiede: al 64′ Di Vaio, tutto solo davanti a Stekelenburg, si fa ipnotizzare dal monumento olandese. Sul versante opposto è Gillet a miracoleggiare su Bojan al 65′ e su Pjanic pochi secondi più tardi, prima della ciclopica pallagol capitata a Fabio Simplicio: destro sul fondo a porta sguarnita. Una Roma stanca ci prova sino all’ultimo, con Perrotta in luogo di Pjanic, ma il colpo vincente non arriva. Pioli e i suoi rompono il gioco con perdite di tempo e sostituzioni, intascando il punto esterno. Ora, via alle chiacchiere da bar. Per fortuna si torna in campo già mercoledì.

LE PAGELLE GIALLOROSSE

MAARTEN STEKELENBURG 6,5
Strepitoso l’intervento su Di Vaio al 64′. Troppo lento nei rinvii da fondo campo, lo stadio spesso non gradisce.

ALEANDRO ROSI 5,5
Avanza con fisicità e prepotenza, rivelandosi privo di idee all’atto della soluzione finale.

JUAN 5
Di Vaio lo fa soffrire sin dall’inizio. Il brasiliano “buca” clamorosamente al 56′, consentendo all’esperto centravanti di realizzare il suo ennesimo gol alla Roma.

GABRIEL HEINZE 6,5
Un leone. Protegge la difesa, affonda sempre il contrasto ed imposta le azioni offensive. Sempre il migliore là dietro.

RODRIGO TADDEI 6
Un premio all’impegno. Constante presenza in proiezione avanzata, soprattutto nella ripresa. L’ultima giocata, però, non è mai vincente.

LEANDRO GRECO 4,5
Malinconicamente fuori luogo e fuori contesto. Corricchia defilandosi dal gioco, pressoché inutile il suo apporto. Luis Enrique riveda le gerarchie a centrocampo: Greco titolare e Pizarro fuori rosa non va bene. Non può andar bene (dal 61′ FABIO SIMPLICIO 6 – Sbaglia molto, è vero. Ma almeno, da quando entra lui la Roma gioca in undici e non in dieci…).

FERNANDO GAGO 5,5
Cresce nel secondo tempo, ma i suoi ritmi restano sostanzialmente compassati. Rischia sempre di perder palla quando viene aggredito.

MIRALEM PJANIC 6,5
Invisibile sino alla magia: un calcio di punizione da leccarsi i baffi, da campioncino vero. Dà la scossa alla squadra, poi esce (dal 78′ SIMONE PERROTTA 6 – Entra con personalità e cerca di guidare i compagni nel finale. Onorevole).

ERIK LAMELA 4,5
Protagonista in negativo in settimana (con l’espulsione in Coppa Italia), pressoché nullo in campo. Si marca da solo, resta fuori dalla manovra e non inventa nulla. Forse la sua peggior prestazione da quando è a Roma (dal 61′ BOJAN KRKIC 5,5 – Solito impegno, solita sfortuna, solita “sofferenza” nei contrasti, soliti errori. Insomma, il solito Bojan).

FRANCESCO TOTTI 6,5
La gabbia felsinea lo accompagna, ma il Capitano riesce spesso a districarsi con disinvoltura. Va al tiro tre volte nel primo tempo, e dai suoi piedi nasce sempre qualcosa di gustoso. Purtroppo cala sul piano fisico nel momento migliore della Roma.

FABIO BORINI 5
Molto frenetico e assai poco lucido. Sbaglia molto, forse troppo.

ALL. LUIS ENRIQUE 5,5
Pioli lo imbriglia costringendolo ad un punto che alla fine sembra quasi guadagnato. Roma bruttina, da rivedere in molti aspetti in vista di Cagliari. Poco da dire sull’undici iniziale, aldilà di Greco, davvero inguardabile. Bene i cambi in corsa. Un consiglio umile: trovi il modo di reinserire Pizarro in questo progetto. Fare a meno della classe del cileno è una bestemmia calcistica.

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