Serie A: Roma, difesa colabrodo. Al Sant’Elia stravince il Cagliari
(di Alessio Nardo) E’ andata come peggio non poteva. La Roma crolla al Sant’Elia sotto i colpi di un Cagliari ritrovato e torna ad assaporare l’amaro gusto della sconfitta in campionato dopo due mesi. In Sardegna svanisce ogni certezza di Luis Enrique: difesa colabrodo, centrocampo flebile sul piano muscolare e attacco spesso inconcludente. Inutili i gol di Juan e Borini, tra i rossoblù torna a splendere la stella del “Diablo” Thiago Ribeiro (prima doppietta italiana). A segno anche Pinilla ed Ekdal. La classifica inizia a farsi deprimente: i giallorossi scivolano sempre più verso un preoccupante anonimato.
Le sorpresine in avvio le regala, come sempre, il tecnico spagnolo. Chi ha salvato capre e cavoli in difesa nell’ultimo bimestre? Ovviamente lui, Gabriel Heinze. Ergo, l’argentino va in panchina e torna titolare Simon Kjaer al fianco di Juan. Fuori anche Taddei, sostituito a sinistra da José Angel. In mediana spazio a Simplicio, davanti c’è Borini al posto di Bojan. Nel Cagliari, Ballardini lascia in naftalina Ibarbo e rispolvera a sorpresa Ribeiro in coppia con Pinilla. Il confermato Nainggolan si piazza in mediana con “sua maledizione” Daniele Conti. C’è da sfatare un tabù, la Roma non trionfa al Sant’Elia da 17 anni. Ma la sfida inizia male, molto male. Maglie difensive larghe e il Cagliari, negli spazi, va a nozze. Al 6′ Thiago Ribeiro guadagna palla dal centrosinistra ed illumina la scena: conversione verso il centro (del tutto indisturbata), destro maligno sul primo palo. E’ gol, Stekelenburg non sembra irreprensibile. Il “Diablo” miracolato fomenta gli animi del tempio cagliaritano, ma a ritmo di samba balla anche Juan Silveira dos Santos. Il centrale verdeoro, al 13′, stacca imperioso su corner di Totti e la piazza alle spalle di Agazzi. Tutto torna in perfetta parità. La Roma rischia sempre un pelino troppo dietro (solite amnesie dei terzini, Kjaer mai del tutto sicuro) e davanti non crea molto. Il più ispirato è Pjanic, gli altri sonnecchiano. Totti sbaglia troppo, Lamela è ben controllato, Borini tarda ad accendersi. Lo fa al 34′ quando Miralem sfodera dal cilindro un calcio di punizione alla Juninho Pernambucano. Il pallone, veloce, s’alza riabbassandosi all’improvviso, Agazzi respinge centralmente e Borini, lesto lesto, la schiaffa in fondo al sacco. E’ un sorpasso salutare, la Roma sembra crederci davvero. Purtroppo, come detto, in difesa si lasciano praterie a dismisura. Al 41′ Cossu, dalla trequarti, invita centralmente Pinilla: Kjaer è altrove, Rosi in ritardo ed il cileno batte Stekelenburg con un tocco furbo e scaltro.
Piccola grande mazzata, ma il peggio deve ancora arrivare. Se un gol di Thiago Ribeiro era “tanta roba”, la doppietta diventa roba da stropicciarsi gli occhi. Mai, fin qui, il pubblico sardo aveva ammirato un giocatore così spigliato e deciso. Al quarto della ripresa Pinilla serve il “Diablo” sul filo del fuorigioco, scatto lesto e destro implacabile: 3-2, Roma stordita. Eppure è proprio nei secondi 45′ che i giallorossi mostrano il loro volto migliore, almeno sul piano offensivo. Totti cresce ed inizia a distribuire palle golose, Borini (rigenerato dal gol) lotta ovunque, Rosi e Angel spingono (male, ma spingono), Pjanic giostra a livelli sempre alti. Ci sarebbero due calci di rigore abbastanza netti (fallo di Agazzi su Simplicio e trattenuta su Kjaer in area sugli sviluppi di un corner) ma l’arbitro sorvola. Ci sono anche le pallegol ghiotte, clamorosa quella del 64′: Borini, tutto solo davanti ad Agazzi, tira a botta sicura. La sfera tocca il fondoschiena del portiere, rimbalza a terra e s’alza finendo in corner. Ci sono Greco e Bojan in corso d’opera (fuori Simplicio e Lamela), e c’è soprattutto un meraviglioso calcio di punizione di Miralem Pjanic all’89′, fuori di un soffio. Roma sfortunata davanti e nuovamente disastrosa dietro. Ibarbo entra nel finale e sovrasta i difensori giallorossi: asfaltato Juan al 92′, perfetto servizio in area per Ekdal e tocco vincente del 4-2. Finisce davvero male, la Roma prepara il cruciale doppio confronto con Inter (sabato sera all’Olimpico) e Catania (25′ al ‘Massimino’ da recuperare martedì). Le ultime chance di salvare una stagione che dir grigia è poco.
LE PAGELLE GIALLOROSSE (da forzaroma.info)
STEKELENBURG 5 – Non irreprensibile sul primo gol di Thiago Ribeiro, ne incassa altri tre e partecipa alla debacle generale.
ROSI 5,5 – Ci mette impegno ma alla lunga vengon fuori i suoi limiti. Spara fuori malamente su dolce invito di Totti nel secondo tempo.
KJAER 4,5 - Legnoso, lento, insicuro impacciato. Altra prestazione da dimenticare per il danese.
JUAN 5,5 – Regge la difesa finché può, realizzando il momentaneo 1-1 con un grande stacco aereo. Soffre anch’egli nel finale e si fa umiliare da Ibarbo nell’azione del quarto gol sardo.
JOSE’ ANGEL 4,5 – Difende malissimo e si rivela inconcludente quando avanza.
SIMPLICIO 6 – Si guadagna la punizione da cui deriva il gol di Borini. Nella ripresa “rimedierebbe” un rigore che l’arbitro non concede (dal 68′ GRECO 5 - Un fantasma in mezzo al campo. Come sempre).
GAGO 5,5 – Non si estranea dalla lotta, ma incide poco.
PJANIC 6,5 – Si concede qualche pausa, ma è tra i più positivi. Splendidi due calci di punizione: il primo porta al 2-1 di Borini, il secondo (nel finale) termina di un soffio sul fondo.
LAMELA 5 - Finisce nella morsa dei difensori cagliaritani. La luce non s’accende (dall’8o’ BOJAN S.V.).
TOTTI 5,5 – Sbaglia quasi tutto nel primo tempo. Cresce alla distanza, pur senza sfoderare il colpo risolutivo.
BORINI 6,5 – Segna un gol di rapina e lotta come un leone nella ripresa. Gli si può rimproverare davvero poco.
ALL. LUIS ENRIQUE 5 - Ripropone gli spaesati Kjaer e José Angel e l’organizzazione difensiva denota limiti spaventosi. Per il resto, non ha grandi soluzioni in panchina, anche per sua scelta. Borriello e Pizarro non servivano davvero più a questa Roma?








