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Serie B: Per la Sampdoria 3 punti sotto zero…

7 febbraio 2012 1.301 views Un Commento

(A cura di Luca Onorato) Se ne sono dette di tutti i colori in merito al mercato di riparazione della Samp, soprattutto all’indomani di un pareggio scialbo come quello ottenuto a Gubbio.
La neve della scorsa settimana è servita a Iachini pr approfittarne, anticipando l’addio di un Palombo ormai demotivato dal restare in blucerchiato, evitandogli gli imbarazzi di una eventuale mancata convocazione per la gara (poi non disputata…) con l’Empoli.
Il successo di Grosseto conferma che la Samp formato trasferta, alla fin dei conti, ha ottenuto risultati tutto sommato buoni, al contrario di ciò che si sta verificando a Marassi da almeno un anno a questa parte, trasformando un autentico fortino in fabbrica di punti (per gli altri…).
Si attendono, neve permettendo, ulteriori verifiche sabato contro l’Albinoleffe; 3 punti sono ovviamente d’obbligo per agganciare l’ultimo vagone del treno che porta ai playoff, occupato dal Varese, vittorioso proprio contro la compagine di Salvioni nel gelo di Bergamo sabato scorso.
Il gol di Foggia contro i grosetani avrà sicuramente riscaldato gli animi ormai infreddoliti (e non solo a causa delle basse temperature…) di una tifoseria che obiettivamente ha dimostrato di avere una pazienza ai limiti del disumano, soprattutto in merito alle ultime vicende di mercato.
Logico mettere l’accento su un paio di questioni:

1. La presenza di Guastoni (un nome un programma…) è, per usare un eufemismo, decisamente mal sopportata dalla tifoseria, soprattutto in merito ad un personaggio che, dopo aver mandato in Serie B una squadra che era partita con i preliminari di Champions, grazie al famigerato “Comitato strategico” da lui presieduto, anche quest’anno, con la collaborazione di un Sensibile totalmente privo di nerbo nel difendere la sua posizione, ha fatto e disfatto in sede di mercato. La sua amicizia con il patron del Brescia Corioni e il fatto di essere azionista dell’Inter hanno delineato le strategie di mercato dell’ultimo anno solare.
Ovviamente per dare un giudizio in chiave tecnica occorre aspettare qualche partita in più, ma le modalià nella gestione di questa squadra non possono lasciare quantomeno perplessi.

2. Tecnicamente parlando, elementi come Juan Antonio, Eder e Munari sono di indiscutibile valore, su questo non ci sono dubbi. Nell’ultimo match ha ben impressionato anche il brasiliano Renan, prelevato dal Cluj. Quello che la piazza blucerchiata spera è che l’ultima vittoria non sia un fuoco di paglia come a Padova, ma che dia il la ad una serie positiva che finalmente proietti la ex – favorita in una zona decisamente a lei più consona. Iachini si è anche disfatto di elementi che ormai non avevano più nulla da dire a Genova, come il disastroso Piovaccari, l’inconsistente Bentivoglio, l’improponibile Koman e il perennemente acciaccato Accardi.
Fra gli elementi già in rosa, ottima impressione ha destato Pasquale Foggia, parecchio rabbuiato nelle ultime domeniche; gol a parte, entrando al posto di un Juan Antonio un po’in ombra, lo scugnizzo di Iachini ha dimostrato classe e soprattutto la rabbia necessaria per scuotere un ambiente decisamente dimesso e incancrenito da una dirigenza sconcertante e dagli ultimi risultati.

3. Ha fatto parecchio discutere la cessione di Palombo all’Inter, su questo non ci piove.
Ormai era palese la totale insofferenza dell’ex capitano blucerchiato per una realtà, quella della cadetteria, alla quale lui ha faticato ad adattarsi, come del resto tutta la piazza.
L’impegno non è mancato, le precarie condizioni fisiche non lo hanno di certo aiutato, ma il Palombo che faceva parte ormai in pianta stabile anche della nazionale azzurra sembrava un pallido ricordo.
Le lacrime della scorsa primavera dopo la sconfitta col Palermo che ha condannato la Samp alla retrocessione potevano fungere da preambolo per un pronto riscatto; così non è stato, almeno per ora, e questo ha influito anche sul rendimento in campo.
Obbiettivamente attribuirgli delle colpe appare francamente esagerato, quando si deve avere a che fare con una dirigenza che ti rinfaccia l’ingaggio principesco che percepisci (per i canoni della Serie B…), con una proprietà più burocrate che legata anche affettivamente alla Samp, in grado di non fornire chiarezza in materia di programmazione da troppo tempo, un direttore generale privo di personalità (vedi la telenovela Eder…).
E così il buon Angelo finisce all’Inter, dopo Castellazzi, Pazzini e Poli , il tutto in un anno e mezzo… Guastoni sa dirci qualcosa al riguardo?

Un Commento »

  • marcello dice:

    mi sembra di ritornare ai livelli di mantovani figlio….l’inter ha mezza samp nelle mani…..compriamo giocatori alla cieca…..neanche in serie b riusciamo a battere gente come ..nocerina…pescara….ma nn so dove andremo a finire….speriamo in bene