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Serie A, Palermo-Roma 0-1: il solito Borini risolleva Luis Enrique. Siciliani al terzo ko di fila

10 marzo 2012 1.002 views Nessun Commento

(di Alessio Nardo) Dopo l’Inter risorge anche la Roma. I giallorossi di Luis Enrique escono dal “Barbera” di Palermo con tre punti preziosissimi in chiave europea e ringraziano il solito Fabio Borini, al decimo gol stagionale, quarto consecutivo, settimo nelle ultime sette gare. Terza sconfitta consecutiva per i rosanero di Bortolo Mutti: dopo il roboante 5-1 alla Lazio, solo disfatte. E Zamparini è dietro l’angolo…

In avvio, Luis Enrique è costretto a far a meno di molti titolari, tra cui Stekelenburg, Juan, Burdisso, Taddei, Pjanic e Osvaldo. Spazio a Lobont in porta, al centro della difesa tandem Kjaer-Heinze, sulle fasce Rosi e José Angel. In mediana c’è Greco accanto a Gago e De Rossi. Davanti, confermato il trio Lamela-Totti-Borini. Nel Palermo, Mutti lascia in panchina dal 1′ Hernandez e Ilicic, puntando sull’israeliano Zahavi a supporto di Miccoli e Budan. Acquah ritrova una maglia da titolare a centrocampo, dietro Munoz affianca Mantovani. L’argentino ex Boca Juniors è subito protagonista in negativo: al 3′ perde palla al limite dell’area, Lamela verticalizza per Borini che aggira Mantovani e di sinistro batte Viviano sul primo palo. Roma avanti ed il bel gol tranquillizza i giallorossi, sereni, lucidi e costanti nel possesso palla. Manca il tocco finale, il guizzo risolutivo del raddoppio. Lamela al 23′ si burla di Munoz in area, ma calcia debolmente trovando l’opposizione del portiere rosanero. Il Palermo appare spento e privo d’idee. Miccoli si defila spesso senza pungere, Budan non trova palle giocabili dagli esterni e Zahavi fa rimpiangere Ilicic. Il primo tiro in porta è di un difensore, Mantovani, che al 44′ chiama dalla distanza Lobont all’intervento in angolo. Sugli sviluppi del successivo corner, Donati appoggia per Barreto al limite: buon destro, Lobont blocca.

Così non va, Mutti lo capisce. Ad inizio ripresa dentro Hernandez ed Ilicic al posto di Budan e Zahavi. E’ un Palermo più tosto e di qualità, ma la Roma, pur stanca, riesce ad irretire le manovre avversarie con una lucida gestione del campo. Gli ospiti si rendono pericolosi con Lamela prima (splendida falcata solitaria e mancino sull’esterno della rete) e Borini poi (ottima azione personale, destro fuori). Con la forza dei nervi il Palermo imbastisce pian piano il forcing decisivo. Il primo vero sussulto è in realtà un pasticcio della Roma: al 71′, su traversone da destra, Kjaer e Lobont si scontrano, la palla arriva a Miccoli che calcia sul corpo del portiere romeno, il quale s’erge a migliore dei suoi all’84′, deviando superbamente in angolo un destro potentissimo di Munoz. La Roma prova a far male con un paio di contropiedisti (Bojan e Marquinho, inseriti in luogo di Lamela e Greco), in pieno recupero i siciliani lanciano l’assalto disperato all’area di rigore romanista. Tenacia e un pizzico di fortuna salvano i giallorossi in un paio di mischie, allo scadere del quarto minuto di recupero l’arbitro Banti manda tutti a casa. Luis Enrique, almeno per una notte, torna a sorridere.

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