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Serie A, Lazio-Bologna 1-3: Reja si ferma sul più bello, ma il terzo posto è salvo

11 marzo 2012 972 views Nessun Commento

(di Alessio Nardo) La Lazio dimentica la festa del derby e torna coi piedi per terra. La squadra di Edy Reja incassa una sconfitta casalinga pesante contro il Bologna e vede allontanarsi Milan e Juventus in classifica. Il terzo posto per ora è salvo, ma occhio al Napoli, distante appena due punti. Splendida prestazione dei rossoblù di Pioli, ora noni in graduatoria, ormai salvi e tranquilli.

Reja si affida di nuovo al 4-2-3-1 con il trio Gonzalez-Hernanes-Mauri a supporto di Miroslav Klose. Nel Bologna, Pioli (a sorpresa) lascia a riposo Di Vaio, puntando sulla fantasia di Ramirez e Diamanti in aiuto ad Acquafresca. Gli emiliani partono bene e al 10′ mettono i brividi a Marchetti: sugli sviluppi di un calcio di punizione laziale, Diamanti parte in contropiede e conclude di sinistro dal limite. L’ex portiere del Cagliari si distende e devia in corner. Trascorre un minuto e il Bologna, proprio su azione d’angolo, coglie il vantaggio: il tiro a botta sicura di Acquafresca viene respinto da Marchetti, poi Portanova ribadisce in rete nonostante il disperato tentativo di salvataggio di due difensori biancocelesti. Scatenati i ragazzi di Pioli e in particolare Diamanti: il fantasista, al 18′, colpisce la traversa direttamente da calcio d’angolo. La Lazio va a sprazzi e trova in Mauri l’uomo più ispirato: il capitano, al 26′, stoppa in area e tira. Gillet è strepitoso nella risposta di piede. La parata del portiere belga vale un gol, anche perché al 28′ c’è il raddoppio felsineo. Krhin lancia Acquafresca in profondità, Marchetti esce alla disperata, Diamanti si coordina e di sinistro spara in porta di prima intenzione. E’ gol, è 2-0, la Curva Nord non crede ai suoi occhi. Le cose si complicano ulteriormente nel finale di tempo, quando Matuzalem rifila una manata a Diamanti. L’arbitro Gava spedisce il brasiliano direttamente negli spogliatoi. Lazio in dieci tra le proteste di Klose, che accusa Rubin di una gomitata precedente all’episodio di Matuzalem.

Sotto di due reti, in dieci uomini, la Lazio sogna un’impresa stile Cesena. E le cose, in avvio di ripresa, sembrano mettersi bene. Alfaro (entrato al posto di Zauri) dà nuova linfa alla manovra offensiva, e al 55′ arriva il gol. Anzi, l’autogol. Klose verticalizza per Mauri, sul pallone s’avventa Rubin che, impaurito, la dà indietro a Gillet. Il portiere viene preso in controtempo e la palla finisce in rete. L’entusiasmo della Nord viene bruscamente interrotto da un’altra ingenuità difensiva: al 58′ Ramirez, in contropiede, parte in direzione Marchetti. Gonzalez lo mette giù da dietro al limite dell’area: calcio di punizione più espulsione. Lazio in nove, speranze ridotte al lumicino e pressoché azzerate dal 3-1 felsineo. Diamanti calcia da fermo, la barriera respinge, Krhin si coordina dal limite e fulmina Marchetti in diagonale. Splendida esecuzione, Bologna alle stelle. La gara in sostanza di conclude, nel finale c’è spazio per il vortice di sostituzioni. Reja si gioca le carte Candreva e in extremis Kozak (fuori Hernanes e Mauri), Pioli si affida a Kone, Di Vaio e Taider (escono Diamanti, Acquafresca e Ramirez). Il tifo laziale canta con orgoglio. Il ko dell’Udinese è l’unica notizia positiva della serata: il terzo posto, almeno per ora, è salvo.

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