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Champions League, Milan-Barcellona 0-0: Messi “stoppato”, ci si gioca tutto al Camp Nou

28 marzo 2012 1.153 views Nessun Commento

(di Alessio Nardo) Il migliore dei risultati negativi, o il peggiore dei risultati positivi? Il dibattito sul tema sarà effervescente, da qui a martedì prossimo, giorno fatidico del ritorno al Camp Nou. Il Milan di Massimiliano Allegri evita la sconfitta ed esce dal primo confronto col Barça, a San Siro, con lo 0-0 in tasca. Partita aperta e divertente nel primo tempo, meno entusiasmante nella ripresa. I catalani recriminano per un rigore non concesso al 16′, per fallo di Abbiati su Sanchez.

Allegri ha tre assenze pesanti (Abate, Thiago Silva e Van Bommel) e sopperisce con gli inserimenti dal 1′ di Bonera, Nesta e Ambrosini. Sulla trequarti c’è Boateng, davanti Robinho affianca il grande ex Ibrahimovic. Nel Barça, Guardiola s’affida ad una sorta di 4-2-2-1-1 con Keita e Busquets a proteggere la difesa, Xavi e Iniesta a supporto di Messi e Sanchez unica punta. Il Milan tenta la “mossa classica”, ovvero la partenza a razzo. I rossoneri pressano subito alto e al 3′ approfittano di un pallone banalmente perso dai difensori blaugrana: il destro a botta sicura di Boateng è murato, Ibra di testa serve Robinho a due passi da Valdes, ma la conclusione al volo del brasiliano è sballata. Gigantesca pallagol non sfruttata, disperazione in campo e sugli spalti. Anche perché, dalla parte opposta, un certo Lionel Messi impiega appena dieci minuti per carburare. L’argentino si piazza tra le linee e dà il via al suo classico gioco di accelerazioni e progressioni letali. Al 10′ primo squillo: sinistro in area, da posizione defilata, respinta goffa ma efficace di Abbiati. Il portiere rossonero, al 16′, viene a contatto con Sanchez. Il calcio di rigore sembra evidente, ma l’arbitro svedese Eriksson sorvola. La pressione del Barça viene spezzata da un’ottima ripartenza rossonera: al 20′ Ibra ha la pallagol della serata, ma tutto solo davanti a Valdes strozza il sinistro. L’estremo difensore di Guardiola blocca senza fatica. Rispondono subito Xavi e Messi: i due fuoriclasse dialogano al limite dell’area, il regista conclude col destro trovando la pronta replica di Abbiati. Allegri soffre in panchina, ordina ai suoi di restare corti e non concedere il minimo spazio al fraseggio barcelonista. Il primo tempo si chiude sullo 0-0.

Il Milan spavaldo, coraggioso e un tantinello incosciente dei primi 45′ lascia spazio alla classica squadra “italiana” (e non va preso come un insulto). Tutti dietro, catenaccio puro, ripartenze (accorte) in contropiede. Lasciare mezzo metro di libertà a Messi equivale, all’85%, a prender gol e perdere la partita. Vietato distrarsi, il Diavolo si applica a dovere e riesce ad irretire le manovre dei rivali. Si arriva così alle sostituzioni: escono Robinho e Boateng, dentro El Shaarawy ed Emanuelson. Guardiola esclude (a sorpresa) Iniesta, non in gran serata, ed inserisce il giovanissimo Tello. E’ proprio di quest’ultimo la prima vera chance della ripresa: gran numero sulla sinistra, elusa la marcatura di Bonera e botta mancina sull’esterno della rete. Altri cambi: Mesbah per Nesta nel Milan (Antonini va a destra, Bonera al centro), Pedro prende il posto di Sanchez nel Barça. Le ultime opportunità son tutte di marca blaugrana: al 77′ Messi trova lo spazio per il tiro in area, Ambrosini si oppone in corner. Dal seguente tiro dalla bandierina, Puyol anticipa Mesbah di testa e sfiora il palo alla sinistra di Abbiati. Il portiere milanista è stratosferico su Messi all’88′ (tentativo ravvicinato), al 92′ Xavi ci prova da fuori non inquadrando lo specchio. Il triplice fischio è un sospiro di sollievo per il “Meazza”. E 0-0, appuntamento al Camp Nou. La gara della verità.

BAYERN CORSARO A MARSIGLIA – A meno di clamorose sorprese, in semifinale si sfideranno Real Madrid e Bayern Monaco. I tedeschi, infatti, escono vittoriosi dal “Velodrome” di Marsiglia contro i killer dell’Inter, guidati da Didier Deschamps. 2-0 il risultato finale, con reti di Mario Gomez al 44′ e Arjen Robben al 69′. All’Allianz Arena prevista una pura formalità, Heynckess si prepara allo scontro con la sua ex squadra (il Real), portata al trionfo in Champions nella stagione 1997-1998.

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