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Serie A, Roma-Udinese 3-1: apre Osvaldo, pari Fernandes. Risolvono Totti e Marquinho nel finale

11 aprile 2012 915 views Nessun Commento

(di Alessio Nardo) Il guizzo iniziale, la doccia fredda, i fischi dell’Olimpico e le emozioni intense degli ultimi minuti. La Roma rivive una serata d’altri tempi e batte per 3-1 l’Udinese, tornando in corsa (almeno aritmeticamente) per un posto in Champions League. Di Osvaldo il lampo all’8′, lo svizzero Fernandes pareggia in chiusura di primo tempo. La ripresa scorre via senza apparenti sussulti, ma nel finale i gol di Totti e Marquinho incendiano la Curva Sud.

Luis Enrique, in avvio, esclude Heinze dall’undici titolare. L’argentino resta in panchina, al centro della difesa Kjaer fa coppia con De Rossi. Sugli esterni spazio a Taddei e José Angel, Gago agisce “alla De Rossi” col rientrante Pjanic e Marquinho ai suoi lati. Torna titolare Francesco Totti, riferimento principale del reparto offensivo. Oltre ad Osvaldo c’è Lamela, preferito a Bojan. Nell’Udinese, Guidolin deve fare i conti con le assenze di Benatia, Basta e Floro Flores. Restano in panchina Pazienza e Armero, in difesa il prescelto è Coda, a centrocampo trovano spazio gli esterni Pereyra e Pasquale e l’interno Fernandes. In avanti c’è Abdi a supporto di Di Natale. La partenza dei giallorossi è tonica, positiva, a tratti brillante. Al 2′ prima invenzione di Totti per l’inserimento in area di Marquinho: Handanovic in uscita ferma il numero 7 brasiliano. La giocata personale di Osvaldo all’8′ è incisiva ed efficace: l’italoargentino riceve palla spalle alla porta al limite dell’area, girandosi fa fuori un paio d’avversari e conclude col destro. Handanovic respinge, ma Pablo raccoglie e di sinistro insacca, esultando urlando “zitti” col dito davanti alla bocca. Gesto polemico, emblema di una Roma che ha voglia di uscire dal torpore e non accetta le critiche di un pubblico esigente. Sta di fatto che il gol sembra “placare” i padroni di casa. Le successive occasioni sono frutto di giocate personali: al 27′ Lamela tenta di replicare la magia su punizione di Lecce, ma Handanovic gli dice di no. Poi è il turno di Totti, che va al tiro dalla distanza al 32′ (il portiere sloveno risponde presente) e al 40′ (destro alto di un soffio). L’Udinese? C’è e “gela” l’Olimpico in extremis. Di Natale inventa un pallonetto morbido per l’inserimento in area di Fernandes: conclusione vincente, 1-1.

Per la Roma è un difficile rientro negli spogliatoi. S’avverte il pericolo dell’ennesima serata storta, d’illusione iniziale e delusione finale. Nella ripresa i giocatori di Luis Enrique non appaiono lucidi. Sono lenti, timorosi, qualcuno è persino svagato. Si va avanti a sprazzi e giocate individuali, approfittando di un’Udinese che non affonda il colpo. Al 57′ delizioso suggerimento in verticale di Totti per Osvaldo, sinistro di prima intenzione e deviazione di Handanovic sul palo. C’è Barreto per Abdi nell’Udinese (59′), al 64′ Lamela ha la chance del sorpasso, ma l’estremo difensore friulano è strepitoso nella replica in corner. E’ l’ultimo guizzo del “Coco”: al 71′ entra Bojan. Guidolin si protegge inserendo Ferronetti al posto di Pereyra. Le speranze romaniste sembrano infrangersi all’85′, su un bel destro di Pjanic di poco sul fondo. L’atmosfera sugli spalti è di rabbia e rassegnazione verso una squadra che non riesce mai a tirar fuori gli attributi nei momenti più delicati. E invece, all’86′, l’Olimpico torna ad esplodere. Taddei in verticale per Osvaldo: l’argentino entra in area, salta Handanovic allargandosi a destra. Poi si ferma, osserva Totti ben posizionato, lo serve. Il tocco vincente del Capitano sottomisura è una liberazione (anche per Luis, che esulta come un bambino). 2-1 Roma, quando nessuno ci credeva più. Di Natale prova subito a rispondere, sfiorando la traversa con un gran calcio di punizione da fuori. Gli ultimi cambi? Perrotta per Pjanic, Torje per Coda. Cinque i minuti di recupero. Il disperato assalto friulano viene messo a tacere dal tris giallorosso: al 92′ Bojan fugge via sul binario mancino, crossa in area e Marquinho, di testa, trafigge Handanovic ed esulta sotto la curva. Sudando, soffrendo e faticando, la Roma scavalca il Napoli al quinto posto e si porta a -1 dall’Udinese quarta e di nuovo a -4 dalla Lazio terza. A sei giornate dalla fine, bisogna (ri)provarci.

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