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Serie A, Juventus-Roma 4-0: Conte umilia Luis Enrique e mette le mani sullo scudetto

22 aprile 2012 963 views Nessun Commento

(di Alessio Nardo) E’ andata come doveva andare, com’era inevitabile. La Juventus sbrana la Roma e mette le mani sullo scudetto, approfittando del pareggio interno del Milan contro il Bologna. Partita senza storia già dopo sette minuti con la doppietta di Vidal. Al 27′ la condanna definitiva: Stekelenburg atterra Marchisio in area, calcio di rigore più espulsione. Entra Curci e intercetta il penalty di Pirlo, ma il tap in dell’ex rossonero è implacabile. Nella ripresa il poker di Marchisio. Giallorossi umiliati, a -5 dal terzo posto della Lazio.

Conte punta sul 3-5-1-1 e su uno stadio infuocato, pronto a guidare i propri beniamini al trionfo. L’ex Mirko Vucinic, per la prima volta contro i suoi vecchi compagni, agisce in posizione di trequartista a supporto di Quagliarella. Nella Roma, Luis Enrique procede alla rivoluzione. De Rossi va in difesa con Kjaer (fuori Heinze), sulle fasce Rosi e José Angel. A centrocampo spazio a Pjanic, Gago e Marquinho, col redivivo Perrotta in marcatura su Pirlo ed il duo Osvaldo-Borini di punta. Restano in panchina Bojan, Lamela e Totti. Neanche il tempo di iniziare ed è già gloria Juve: Vucinic suggerisce a sinistra per un liberissimo De Ceglie, assist perfetto per Vidal che in area conclude col mancino e batte Stekelenburg. Subito sotto, la Roma non reagisce. Anzi, affonda. Al 7′ rapida ripartenza bianconera, Vucinic appoggia sul centrodestra per Vidal che va di nuovo a segno. Splendido destro, Stekelenburg la tocca ma non basta. I giallorossi cercano di riorganizzarsi ma non è serata. Non c’è ritmo, non c’è intensità, non c’è spirito di squadra, non c’è nulla. Al 27′ Stekelenburg atterra Marchisio in area, Bergonzi è spietato. Rigore più espulsione, esce Borini ed entra Curci. Si passa al 4-4-1 con Perrotta e Pjanic esterni. Ci si mette anche un pizzico di sfortuna. Pirlo sbaglia la prima battuta (bravo Curci), ma raccoglie il tap in e segna il 3-0. Per Luis Enrique è notte fonda.

Il secondo tempo non ha senso, è pura formalità. La Roma lo inizia sperando che il novantesimo arrivi il prima possibile. Al 52′, intanto, giunge il 4-0 juventino. Lo realizza Marchisio con un gran bel destro sul secondo palo. Conte delibera gli ingressi di Del Piero e Borriello, i tifosi giallorossi temono altri gol, la goleada impietosa. Ma la Juve dimostra un animo nobile, ci prova ma neanche tanto. Preferisce conservare il punteggio dinanzi ad un avversario inerme. Ed è questa la più grande umiliazione per Luis Enrique. Nel finale brutto episodio tra il neoentrato Lamela e Lichtsteiner: lo svizzero prende in giro l’argentino, il quale risponde con uno sputo sul braccio. Finisce così. La Juve è quasi tricolore, la Roma vive un altro lungo incubo. L’ennesimo. Infinito.

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