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Le pagelle di Real Madrid-Bayern Monaco: Ronaldo dura un quarto d’ora, bene Ribery e Robben. Kakà, sei tu davvero?

25 aprile 2012 1.165 views Nessun Commento

(di Alessio Nardo) Per l’impegno, la forza, la dedizione e la qualità agonistica espressa in campo, probabilmente meriterebbero tutti un bell’8. Ma le pagelle democristiane non ci piacciono. Dunque, largo ai promossi e ai bocciati, anche in una serata del genere, decisa dai dettagli. Il Real Madrid va a casa dopo aver creduto di avere la finale in tasca, come il Barça contro il Chelsea. I blancos durano un quarto d’ora, così come il fenomeno Cristiano Ronaldo. Piacciono Benzema e Ozil, non carbura Di Maria. Da censura lo spezzone di gara disputato da Kakà: lontano parente di sé stesso. Nel Bayern da elogiare un po’ tutti. Il portiere Neuer (protagonista, come Casillas), i due terzini, le rocce di mediana Schweinsteiger e Luiz Gustavo, e i quattro uomini d’attacco. Su tutti, Robben e Ribery. Autentiche mine vaganti. Onore e merito ad Heynckes, il Normal One tedesco. Lo Special portoghese, invece, è costretto a rinviare al 2013 i sogni di gloria europei.

PAGELLE REAL MADRID

IKER CASILLAS 7,5
Sempre puntuale nello sventare situazioni difficili, si esibisce in un fantastico intervento su calcio di punizione di Robben a fine primo tempo. Rimette in corsa il Real ai rigori, fermando Kroos e Lahm dagli undici metri. Ma non basta.

ALVARO ARBELOA 6
Soffre tantissimo con Ribery, ha il merito di non arrendersi mai. Pur faticando.

SERGIO RAMOS 5,5
Difensivamente gioca un’ottima gara, ma tira il rigore più importante nel peggiore dei modi. Stile Stam in Italia-Olanda di Euro 2000.

PEPE 6
Fa fallo da penalty su Gomez al 26′, si riscatta con una prestazione di grandissima fisicità e presenza.

MARCELO 6
Ha il peggiore dei clienti disponibili, Robben, e cerca di limitarne i guizzi. Belle alcune sue ripartenze in velocità.

XABI ALONSO 6,5
Coordina le azioni in avvio, da vero playmaker. Lavora più da interditore nel proseguo di match. Realizza l’unico penalty madridista nella roulette.

SAMI KHEDIRA 5,5
Gran salvataggio su Ribery nel primo tempo. Per il resto, si fa sentire poco.

ANGEL DI MARIA 5,5
Conquista il rigore iniziale, poi sparisce. Con le qualità che ha, potrebbe (e dovrebbe) fare di più (dal 75′ KAKA’ 4,5 – Si capisce perché Mourinho lo stia tenendo quasi sempre in panchina. Sbaglia ogni iniziativa e spreca il secondo rigore della serie “merengues”. Il fratello gemello del vero Kakà).

MESUT OZIL 6,5
Ispirato, tecnico e abile in ogni zona del campo. Propizia il 2-0 di CR7 con un bell’assist filtrante e ricama tante altre giocate utili (dal 110′ ESTEBAN GRANERO S.V.).

CRISTIANO RONALDO 6,5
Scoppiettante in avvio. Rigore perfetto, 1-0. Controllo e tiro vincente, 2-0. La sua partita fnisce un po’ lì. Non regala altri guizzi da campione e sbaglia uno dei rigori finali. Posticipa ulteriormente l’appuntamento col successo in Champions, che gli manca da quattro anni.

KARIM BENZEMA 6,5
Atleticamente debordante, mette spesso in crisi i difensori avversari. Va due volte al tiro con pericolosità: sfiora il palo nel primo tempo, Neuer gli dice di no nella ripresa (dal 106′ GONZALO HIGUAIN S.V.).

ALL. JOSE’ MOURINHO 6
Aveva un intero stadio dalla sua parte, un solo gol da recuperare e dopo un quarto d’ora il Real era già avanti 2-0. Come il Barça martedì, il sogno Allianz svanisce sul più bello. Merito di un grande Bayern, ma ci si aspettava qualcosina in più dai galacticos. La missione dello Special (riportare il Madrid al trionfo continentale) è rinviato.

PAGELLE BAYERN MONACO

MANUEL NEUER 7,5
Parte nel peggiore dei modi, incassando due gol. Non si scompone, resta freddo e concentrato. Dice no a Benzema nel secondo tempo e para due rigori a Ronaldo e Kakà.

PHILIPP LAHM 6,5
Disputa una gara di grande concentrazione e continuo movimento sull’out destro. Tira malissimo il suo penalty.

JEROME BOATENG 6,5
Sopperisce ai limiti di rapidità con un ottimo senso della posizione e grande forza atletica.

HOLGER BADSTUBER 6
Non è veloce e stilisticamente lascia un tantino a desiderare. Però non molla, ha tigna e vien fuori bene dalle situazioni complicate.

DAVID ALABA 6,5
Avvio shock: fallo di mano in area e rigore Real. Ha il merito di reagire e creare notevoli pericoli in fase offensiva, soprattutto nel primo tempo. Bada più alla copertura nel proseguo.

BASTIAN SCHWEINSTEIGER 7
Sovrano del centrocampo. Possiede leadership, intelligenza e forza muscolare. Si regala la gioia più bella: il suo rigore manda in finale il Bayern.

LUIZ GUSTAVO 6,5
Moto perpetuo e anche fallo…perpetuo. Viene ammonito e salterà la finale, ma ha dato un eccellente contributo ai suoi compagni.

ARJEN ROBBEN 6,5
Quando avvia l’uno contro uno son brividi, per qualsiasi avversario. Giocatore, allenatore o tifoso che sia. Sbaglia un gol fatto subito dopo l’1-0 di Ronaldo, si riscatta realizzando il penalty che rimette in corsa i tedeschi. Poi lavora tanto per la squadra.

TONI KROOS 6,5
Fa il trequartista ma, all’occorrenza, anche il centrocampista aggiunto. Dal suo piede nasce l’azione del rigore bavarese, offre un gustoso assist a Gomez che centra in pieno Casillas. Fallisce uno dei penalty tedeschi.

FRANCK RIBERY 6,5
Gioca un’infinità di palloni e si rivela preziosissimo in fase di ripartenza. Le prende e le dà, lavora umilmente e contribuisce alla grande. Esce sfinito (95′ THOMAS MULLER 6 – Ha poche palle giocabili, ma s’impegna).

MARIO GOMEZ 6
Si fa il mazzo in mezzo ai giganti del Real. Del resto anche lui, a livello di chili e centimetri, non scherza affatto. Guadagna il tiro dal dischetto (poi realizzato da Robben), sbaglia qualche pallagol di troppo, segna il secondo rigore della serie.

ALL. JUPP HEYNCKES 7
Ha affrontato il grande Mourinho, il grande Real, il grande Cristiano Ronaldo. Con umiltà, consapevole delle difficoltà. Ma se l’è giocata bene, puntando sull’attenzione massima dei suoi, sulla compattezza di squadra e sull’esperienza di alcuni singoli straordinari. Passa per un rigore, ma lo fa con merito. Si giocherà in casa (all’Allianz Arena) la straordinaria opportunità di riportare il Bayern sul tetto d’Europa dopo undici anni.

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