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Serie A, Roma-Fiorentina 1-2: Luis Enrique, un disastro senza fine. Viola quasi salvi

25 aprile 2012 1.349 views Nessun Commento

(di Alessio Nardo) Non sembra esserci fine al peggio. Neanche dopo lo 0-4 di domenica sera allo Juventus Stadium. La Roma riesce nell’impresa di mostrarsi ancor più ridicola e patetica, e cede le armi ad una Fiorentina appena sufficiente, non approfittando della sconfitta della Lazio a Novara e venendo scavalcata in classifica dall’Inter. Ora i giallorossi di Luis Enrique sono al 7° posto, virtualmente fuori anche dall’Europa League. Di Jovetic e Lazzari le reti viola, intervallati dal provvisorio 1-1 di capitan Totti.

L’atmosfera all’Olimpico è particolare. Il pubblico fischia i giocatori durante il riscaldamento, ma è pronto a tender loro (di nuovo) la mano in caso di prestazione convincente e vittoria. Il terzo posto della Lazio, caduta rovinosamente a Novara, è lì a portata di mano. Ci si aspetta voglia, furore, cattiveria. Caratteristiche che non appartengono a questa squadra, peraltro schierata da Luis Enrique (per l’ennesima volta) in maniera discutibile. Curci in porta è un obbligo (vista la squalifica di Stekelenburg e l’indisponibilità di Lobont), Heinze torna al centro della difesa al fianco di Kjaer. Sulle fasce Taddei e José Angel. In mediana c’è De Rossi, accompagnato da Pjanic e dal rispolverato Greco. Sulla trequarti spazio a Totti (recuperato dall’influenza) a supporto di Osvaldo e Borini. Nella Fiorentina, Delio Rossi sceglie il 3-5-2 lasciando in panchina Amauri. A destra c’è De Silvestri con Cassani sul versante opposto. Davanti tandem Jovetic-Cerci. S’inizia sotto un bel sole primaverile, che acceca la Roma e illumina i viola: al 2′ Lazzari sforna un bel traversone dal centrosinistra, Jovetic stacca di testa e batte imparabilmente Curci. Subito doccia fredda, ma è ancora lunga. Già, il tempo a disposizione è molto. La Roma, tuttavia, non c’è. Lente, molle, svagata, senza palle e senza idee. Gli esterni difensivi, come al solito, latitano. Idem i centrali. Il centrocampo è a dir poco patetico (Pjanic, De Rossi e Greco irretiti costantemente dagli avversari), Totti fatica a dialogare con Osvaldo e Borini. La gara scorre a ritmi d’oratorio, i viola provano a pungere in contropiede e Luis Enrique deve ringraziare Curci, decisivo in almeno due occasioni (su Jovetic e Cerci). La Roma? Sinonimo del nulla. Zero assoluto, l’anticalcio. E si va al riposo tra una selva di fischi.

Il “genio” del tecnico spagnolo produce due cambi particolari ad inizio ripresa. Gago sostituisce Greco (e ok…), Marquinho prende il posto di José Angel. De Rossi scala al centro con Heinze a sinistra? No. E’ proprio il brasiliano ex Fluminense a sistemarsi sul binario sinistro difensivo. Assoluta novità. La Roma mette in campo un po’ di voglia in più, la Fiorentina mostra segnali di paura e si ritrae in difesa (Delio Rossi toglie Cerci e inserisce Amauri). Al 58′ Osvaldo ha a disposizione un pallone gustosissimo in area, ma lo sparacchia alle stelle. Dopo dodici minuti di sterile possesso (quasi una replica di Barça-Chelsea, ovviamente con valori di gran lunga inferiori in campo), i giallorossi trovano un gol casuale. Al 71′ conclusione di Gago dalla distanza, Boruc è sulla traiettoria ma Totti ci mette il piedino santo e la deviazione risulta vincente. E’ 1-1, la Sud esplode, chiede a gran voce l’assalto alla vittoria. E’ tempo di altri cambi: Ljajic prende il posto di Jovetic, nella Roma c’è il giovanissimo centravanti ivoriano Junior Tallo (fuori Heinze). Clamorosa chance sul sinistro di Totti al 78′: Boruc è provvidenziale e salva il risultato. Nel finale, la beffa. Rossi è costretto a togliere Amauri (infortunato) e rimpolpa la mediana con Olivera. Al 92′ Lazzari è abilissimo a sfruttare una respinta corta di Curci, insaccando il pallone del successo. E forse, della salvezza. L’espulsione per proteste di Osvaldo è l’ultima macchia di un pomeriggio orribile. La Fiorentina respira, la Roma e il “progetto” vanno a picco.

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