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Serie A, Inter-Milan 4-2: Milito batte Ibra, Allegri dice addio allo scudetto

6 maggio 2012 1.462 views Nessun Commento

(di Alessio Nardo) Un derby straordinario. Intenso, tosto, spettacolare. Vince l’Inter e lo fa con merito, dinanzi ad un Milan stanco e poco lucido. Finisce 4-2, Milito si conferma arma letale contro i rossoneri (tripletta) e fa sua la sfida personale con Ibrahimovic (che si ferma a due gol). Massimiliano Allegri dice addio al sogno del secondo scudetto consecutivo, mentre Andrea Stramaccioni spedisce un chiaro messaggio a Moratti in vista del futuro. Siamo sicuri che quest’Inter ha bisogno di un nuovo allenatore?

In avvio, Strama presenta un’Inter carica a mille, schierata ad albero di natale. In porta c’è Julio Cesar, linea difensiva a quattro con Maicon, Samuél, Lucio e Nagatomo. In mediana Cambiasso agisce in mezzo, ai suoi lati Zanetti e Guarin. Sulla trequarti spazio a Sneijder e Alvarez a supporto del “Principe” Milito. Nel Milan, Allegri opta per il consueto 4-3-1-2: Abbiati tra i pali, in difesa Abate, Nesta, Yepes e Bonera. C’è Van Bommel in mezzo al campo, affiancato da Nocerino e Muntari. Il fantasista è Boateng, davanti Robinho fa coppia con Ibra. La notizia dell’immediato 1-0 juventino a Trieste raffredda gli animi dei milanisti. E’ comunque del Diavolo la prima grande chance. Al 12′ ottimo traversone di Robinho da sinistra, Ibra a tu per tu con Julio Cesar la tocca male e spedisce oltre la traversa. Il preludio al gol…dell’Inter. Sugli sviluppi di un calcio di punizione, la difesa rossonera sbaglia il fuorigioco, Samuél appoggia di testa per Milito che, solissimo davanti ad Abbiati, può solo insaccare: 1-0. L’Inter è scatenata, corre di più, dimostra maggior voglia. Al 20′ sassata di Sneijder respinta da Abbiati: il tap in vincente di Lucio è annullato per chiara posizione di offside. Allegri perde Bonera (dentro De Sciglio), al 21′ timida reazione con un destro non molto potente di Van Bommel, bloccato da Julio Cesar. Sull’opposto versante sono brividi continui: al 32′ stacco meraviglioso di Cambiasso, Abbiati respinge quando (forse) il pallone ha già varcato interamente la linea di porta. Sulla prosecuzione dell’azione, Sneijder va al tiro in area e il 35enne portiere è provvidenziale nel respingere in corner, ma nell’occasione si fa male e lascia il posto ad Amelia. Il Milan sembra spento, ci pensa Ibra a risvegliarlo. Lo svedese al 35′ spreca una clamorosa opportunità a due passi dalla porta (Julio Cesar decisivo). Al 44′ lo stesso estremo difensore brasiliano atterra Boateng in area. Secondo l’arbitro Rizzoli è rigore. Ibra va dal dischetto, Julio Cesar lo provoca, ma non si scompone. L’esecuzione è perfetta: 1-1, Diavolo rianimato.

E anche la ripresa si apre nel segno di Re Zlatan. Splendido velo di Boateng su passaggio dalla destra di Abate, Ibra con un tocco felpato elude la marcatura di Maicon e Lucio e si ritrova solo davanti al portiere interista: tocco sotto morbido e Milan in vantaggio! Ruggisce il “Meazza” tinto di rossonero. Ma l’Inter non ci sta, soprattutto non ci sta Sneijder che al 50′ sfodera un destro micidiale dalla lunghissima distanza, neutralizzato con grande difficoltà da Amelia. Al 52′ altra svolta. Abate atterra Milito in area, Rizzoli fischia. E’ rigore, di nuovo. Dagli undici metri va il “Principe” e fa 2-2. La partita diventa spettacolare. Continui capovolgimenti di fronte. Da una parte l’immensa classe di Ibra e Boateng, dall’altra la grinta dei vecchi leoni del Triplete. Al 62′ Strama si gioca la carta Obi (fuori Guarin). Otto minuti più tardi grande iniziativa di Abate che va al tiro col sinistro, trovando la risposta in angolo di Julio Cesar. Altre sostituzioni nel proseguo: dentro Pazzini per Alvarez nell’Inter, fuori Muntari per Cassano nel Milan. Al 78′ l’episodio decisivo. Nesta commette fallo di mano in area, Rizzoli lo giudica volontario e concede il terzo penalty del match. Milito, ancora una volta, è freddo e glaciale. Amelia battuto, 3-2. Lo scudetto inizia a prendere la via di Torino. All’83′ c’è spazio per Cordoba, alla sua ultima apparizione ufficiale in maglia nerazzurra dopo dodici anni di militanza. All’87′ il colpo del ko: Maicon galoppa indisturbato sul centrodestra e piazza un bolide fenomenale all’angolino. Il poker interista, il trionfo di Stramaccioni. Il Milan saluta lo scudetto e riflette sui perché di una stagione con un solo trofeo all’attivo: la Supercoppa Italiana, conquistata (proprio contro l’Inter) nove mesi fa.

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