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Il pagellone del campionato: Juve sul trono, Udinese sul podio. Bocciate Roma e Inter, da rifondare Fiorentina e Genoa

14 maggio 2012 1.697 views Nessun Commento

(di Alessio Nardo) Al termine della giostra, diamo i voti. Elogi a non finire per il trionfo della Juventus, scudettata e imbattuta. Il Milan, secondo, ingoia amaro e programma il futuro. Memorabile il terzo posto dell’Udinese (senza Inler e Sanchez), di un soffio davanti alla Lazio. Non un granché il campionato del Napoli, da dimenticare il percorso di Inter e Roma. Nella zona intermedia, benissimo Parma, Bologna, Chievo, Catania, Atalanta e Siena. Isolane a confronto: da promuovere il Cagliari, deludente il Palermo. Bocciate senza esitazioni Fiorentina e Genoa, a lungo tenute sotto scacco dalla paura. L’orgoglio del Lecce non è premiato, torna in B con onore il Novara. Da archiviare in fretta la mediocre figuraccia del Cesena. La Serie A chiude i battenti, ci si ritrova ai nastri di partenza il 26 agosto.

JUVENTUS 10
Ripartita da un misero settimo posto, in pochi mesi è diventata un capolavoro. La Juventus di quest’anno ha conquistato tutti, in primis i propri tifosi, letteralmente impazziti. Ventire vittorie, quindici pareggi, neanche una sconfitta e 84 punti complessivi. Merito di Conte, che ha forgiato un gruppo straordinario, trasmettendogli carica e voglia di vincere. Merito della dirigenza, abile sul mercato a scovare i giocatori giusti a prezzi quasi irrisori. La difesa è stata impenetrabile (solo venti reti incassate), Pirlo ha regalato vagonate di classe immensa, Vucinic si è acceso nel momento giusto. Due pecche in un’annata superba: le sterili polemiche per la terza stella (tarantella bocciata dalla storia e dagli almanacchi) ed il mancato rinnovo contrattuale a capitan Del Piero. Viste forma e voglia mostrate quest’anno, Alex avrebbe meritato di giocare un’altra stagione. In Champions e con lo scudetto sul petto.
Il Top: CONTE
Il Flop: KRASIC/ELIA

MILAN 7
Ci si aspettava molto di più da questo Milan, e forse l’errore è alla base. La squadra, per molti versi, non ha avuto dei valori assoluti tali da far sognare. Certo, il bis scudetto era più che possibile, ma la Juventus è stata molto più forte, così come in Coppa Italia. Alla fine, ad Allegri resta in mano una Supercoppa Italiana (vinta ad agosto) e tanti, troppi rimpianti. In primis, aver lasciato andar via Pirlo, uomo determinante per le fortune della Signora. La campagna acquisti estiva non si è rivelata granché azzeccata (Mexés ha fatto poco, Aquilani idem, Taiwo spedito in Inghilterra a gennaio), l’unico boom Nocerino, goleador aggiunto. Ibra ha tirato la carretta come sempre, ma ha pesato l’assenza di un centrocampo di qualità. Poi, troppi infortuni di uomini determinanti (Gattuso, Boateng, Cassano). Si chiude un’era, lasciano in tanti (Nesta, Zambrotta, Gattuso, Van Bommel, Inzaghi). A Galliani e Braida il compito di rifare quasi mezza squadra. Non sarà semplice.
Il top: IBRAHIMOVIC/THIAGO SILVA
Il flop: PATO

UDINESE 8
In Friuli a Francesco Guidolin dovrebbero fare una statua. Ergere un monumento gigantesco in suo onore. Tecnico preparatissimo, mai troppo considerato dai grandi club (che manchi di sex appeal?) ma terribilmente efficace e produttivo. Anche quest’anno ha portato a termine un capolavoro, incredibile e impronosticabile all’inizio. Si è ritrovato senza Zapata, Inler e Sanchez. Tre big, tre pedine irrinunciabili. Eppure ha saputo ricostruire un gruppo capace di migliorare il quarto posto dell’anno scorso. E’ vero, la corsa alla Champions è stata particolare, piena d’imprevisti. Napoli, Lazio, Inter e Roma hanno quasi giocato a farsi male. Ma alla fine non contano i rimpianti, quel che resta agli atti è il risultato. E l’Udinese arpiona il suo miglior piazzamento di sempre, eguagliando il 3° posto ottenuto da Zaccheroni nella stagione 1997-1998. E’ di nuovo grand’Europa! E stavolta, ai preliminari, magari non ci sarà l’Arsenal guastafeste.
Il top: DI NATALE
Il flop: DOUBAI

LAZIO 6,5
Difficile capire se alla fine ci debba essere più soddisfazione o rammarico. Quel che è certo è che la Lazio ha dato tutto, sempre. Nei momenti migliori ha volato (prima parte di stagione di grande livello), nelle fasi di stanca ha lottato, andando raramente al di sotto o al di sopra dei propri meriti. Un applauso a Edy Reja, spesso criticato forse per la mentalità conservativa e per un gioco non molto effervescente, ma a conti fatti infallibile. In due stagioni e mezza ha prima salvato la Lazio dalla B, per poi portarla due volte di fila in Europa. Per un soffio non è arrivato il sogno, la Champions. Dodici mesi fa fu la differenza reti a fregare Hernanes e soci, stavolta i rimpianti sono rivolti al recente scontro diretto di Udine, vinto dai friulani per 2-0. Quella partita avrebbe potuto cambiare il destino dell’intera stagione. Col senno del poi…
Il top: KLOSE
Il flop: CISSE’

NAPOLI 5,5
Il voto può sembrare ingeneroso, pensando alla stagione nel suo complesso. Ma qui facciamo riferimento solo ed esclusivamente al campionato, e non v’è dubbio che il Napoli, almeno a fine agosto, fosse indicato tra le favorite del torneo. D’altronde con una difesa solida e collaudata, un centrocampo rinforzato da Inler ed un attacco stellare (Hamsik-Lavezzi-Cavani), sognare non era un’utopia. L’inesperienza è stata determinante. O meglio, l’incapacità di gestire al 100% il doppio impegno Italia-Europa. Qualche scelta di mercato si è rivelata sbagliata (Donadel, Santana, Fernandez, Fideleff, Vargas) e non ha permesso a Mazzarri di vantare il necessario numero di giocatori per affrontare al massimo ogni competizione. Si scivola in Europa League, lezione per il futuro. A patto che De Laurentiis abbia ancora voglia di un Napoli grande.
Il top: CAVANI
Il flop: E.VARGAS

INTER 5
Un cinque è d’obbligo. E’ normale, quando ti chiami Inter e per metà stagione sei stata ancora la squadra campione del mondo in carica. Ci sta, un anno del genere “era nelle cose”. Non si può sempre spingere al massimo d vincere ogni anno. Tre trofei nel 2009-2010, altri tre nel 2010-2011. Una vagonata complessiva negli ultimi sette anni. Prima o poi era logico fermarsi ed è successo quest’anno. Tanti errori, molteplici pasticci. In primis l’equivoco Leonardo, poi Gasperini, quindi Ranieri, infine Stramaccioni. Solo il giovane romano è riuscito a dare una scossa alla squadra, ma ormai era troppo tardi. Il sesto posto finale è deludente, la squadra (in gran parte vecchia e bollita) andrà ricostruita mattone dopo mattone. Con investimenti veri.
Il top: MILITO
Il flop: FORLAN

ROMA 4,5
Nota dolente…e ardente. Il primo anno di progetto è stato un disastro. A partire dalla scelta di un allenatore che si è dimostrato totalmente inadeguato al contesto e inaffidabile. A Luis Enrique, probabilmente giocando d’azzardo, Baldini e Sabatini avevano deciso di affidare il futuro della Roma. Sbagliando. La campagna acquisti esosa (40 milioni spesi, 13 giocatori nuovi acquistati tra estate e inverno) non ha rivoluzionato l’essenza dell’organico. La squadra è rimasta molto “femmina”, priva di forza fisica e di singoli di grande personalità. Il tecnico ha fatto il resto, tentando d’implementare un’idea di gioco sulla carta fantasmagorica, con risultati deludenti. Abbattuti svariati record negativi, flop su flop da inizio stagione. Due derby persi, quattro gol incassati quasi ovunque, settimo posto finale che equivale al cartello “No Europa” dopo quindici anni. Un disastro, un anno buttato nel cestino.
Il top: MARQUINHO/BORINI
Il flop: LUIS ENRIQUE

PARMA 7
Stagione strana, particolarissima. Da brividi per tre quarti, con la preoccupante prospettiva di scivolare in Serie B. Discontinutà di risultati e scarsa familiarità col concetto di vittoria. Donadoni, sostituto in corsa di Colomba, ha pian piano cambiato la storia, regalando al Parma un’andatura europea sul finire del campionato. 25 punti nelle ultime dieci partite (otto vittorie e un pareggio), torneo chiuso con sette successi consecutivi. Un piccolo capolavoro. Da notare l’ottima crescita di Paletta nel reparto difensivo, i progressi di Biabiany e l’esplosione di Sebastian Giovinco. Che, ci auguriamo, possa essere protagonista anche agli Europei.
Il top: GIOVINCO
Il flop: PALLADINO

BOLOGNA 7
Un’annata da leccarsi i baffi. Inizio pessimo, a dir poco disastroso, con la fallimentare gestione Bisoli e l’incubo retrocessione. L’arrivo di Pioli (scartato dalla Roma e cacciato dal Palermo) ha rivoluzionato le cose. L’ex tecnico del Parma ha riportato entusiasmo, quadratura e voglia di vincere. Il Bologna si è tolto tantissime soddisfazioni (imbattuto con la Juventus, vittorioso a San Siro col Milan e all’Olimpico con la Lazio), mantenendo un’andatura costante e regolare. Salvandosi in scioltezza. Davanti, qualità a profusione. Ramirez a tratti ha esaltato, Diamanti è stato spesso un trascinatore, Di Vaio (pur non eguagliando i livelli della stagione scorsa) ha fatto molti gol importanti. A proposito del capitano, ecco un altro grande che abbandona l’Italia e se ne va all’estero. Lasciando un grande vuoto a Bologna.
Il top: DIAMANTI
Il flop: GIMENEZ

CHIEVO 6,5
Zitto zitto, il Chievo non tradisce mai. Stagione silenziosa ma positiva sotto tutti i punti di vista. La scelta iniziale di richiamare Di Carlo in panchina era sembrata “pigra” (quasi non si volesse scommettere su un nome nuovo ed emergente). Invece, il tecnico laziale (dimenticata l’infelice parentesi alla Sampdoria) ha preso il comando della nave da uomo esperto e capace, gestendo con esperienza e abilità un gruppo già solido ma a corto di singoli di spessore. In difesa si è fatto apprezzare Acerbi (futuro al Milan?), a centrocampo è piaciuto tantissimo Bradley, davanti Pellissier, pur segnando meno del solito, ha comunque cantato e portato la croce.
Il top: BRADLEY
Il flop: CRUZADO/URIBE

CATANIA 6,5
Nonostante un finale in calando, la stagione del Catania resta assai positiva. In pochi erano disposti a puntare due lire su Montella allenatore, considerato quasi un “pupazzo” un anno fa, portato alla Roma al posto di Ranieri per “volere esclusivo dei senatori dello spogliatoio”. Solita scia di cattiverie e fregnacce, messe a tacere dalla storia. Vincenzino ha dimostrato di saperci fare, forgiando un gran collettivo e sviluppando un gioco di estrema qualità. Tante le rimonte, segnale inequivocabile di carattere e spessore agonistico, tante le belle imprese regalate al campionato. Il Catania di solito era abituato a salvarsi nelle ultime giornate, stavolta non ha neanche visto da lontano la zona retrocessione. Andando ai singoli, premio ideale alla seconda giovinezza di Legrottaglie e alla crescita spaventosa del “Papu” Gomez.
Il top: MONTELLA
Il flop: SUAZO

ATALANTA 7
Anche qui, tanti applausi scroscianti per un’impresa fin troppo sottovalutata. Partire da -6 non era una condanna anticipata, ma certamente uno scoglio duro da oltrepassare (in fretta). L’Atalanta ce l’ha fatta nel giro di appena tre giornate, mantenendo un’andatura veloce e costante. Squadra di buona qualità, con tanti singoli da tener d’occhio (Schelotto e Moralez in primis), trascinata da un Denis devastante nel girone di andata. Merito di Stefano Colantuono, mister di spessore, bocciato in due piazze quasi dove quasi tutti negli anni hanno toppato (Palermo e Torino) e meritevole di una chance di prestigio. Se fosse lui il tecnico giusto per la Roma?
Il top: DENIS
Il flop: DONI

FIORENTINA 4,5
C’è mancato poco. Alla fine, il pericolo più grosso è stato sventato (dopo tanta paura) ma certo la stagione viola non può essere definita positiva. Tutt’altro. Esiste un solo termine idoneo per quest’annata: fallimentare. Sotto tutti i punti di vista. Il problema vero? Lo stesso del Genoa. Ovvero, la mancanza di obiettivi. Quando una squadra di livello medio alto non può permettersi di mirare all’Europa (organico alla mano) ma neanche pensa di doversi sudare la salvezza (sempre valutando l’effettivo valore della rosa), rischia di ritrovarsi in un limbo pericoloso e deleterio, scivolando pian piano verso il basso. Questo è accaduto, nonostante un ottimo Jovetic ed un Behrami sempre ad ottimi standard. E’ mancata la sostanza, l’elemento base, l’obiettivo da centrare. Mihajlovic, cacciato via neanche fosse il Diavolo, non era il problema principe. Delio Rossi, d’altronde, di miracoli non ne ha saputi fare. E ora, da chi si ripartirà?
Il top: BEHRAMI/JOVETIC
Il flop: J.VARGAS

SIENA 7
Facile parlare sui giornali delle imprese della Juventus, del Real Madrid, del Borussia Dortmund, del Manchester City e di chi alzerà il 19 maggio la Coppa dei Campioni a Monaco di Baviera. Ma sarebbe carino anche narrare di altre imprese, clamorose in egual misura. Ad esempio, Sannino. Un allenatore particolarissimo, personaggio interessante, forse la vera novità di questa stagione (altro che Luis Enrique, con tutto il rispetto). Andatevi a riguardare e a rileggere l’organico del Siena, e vediamo se quello compiuto dal tecnico campano non può esser definito miracolo. Lo è. A tutti gli effetti. Merito di un lavoro certosino, di un collettivo importante e di prestazioni spesso sorprendenti. Il Siena, neopromosso, non ha mai neanche rischiato di sprofondare di nuovo in B. Uno scudetto vero e proprio. Anzi, forse di più.
Il top: DESTRO
Il flop: GONZALEZ

PALERMO 5
L’ennesimo scempio autografato Maurizio Zamparini, in attesa del prossimo. Stagione partita a luglio con Pioli, poi esonerato a causa dell’eliminazione dei rosanero dall’Europa League. Dentro Devis Mangia (ve lo ricordate?), ex Primavera del Varese, una scommessa. Risultati discreti, di certo in linea col valore dell’organico. A dicembre, altro esonero, nonostante il panettone mostrato dal povero Mangia in sala stampa quale trofeo da esibire per aver resistito tanto tempo a Zamparini. Dentro il buon Bortolo Mutti, professionista esemplare, che senza far miracoli ha portato a termine il compitino. Ovvero, la salvezza. Il vero problema è sempre lui, Zamparini. Un presidente col quale è impossibile fare calcio, costruire un progetto. Peccato per Palermo, città meravigliosa che, calcisticamente parlando, meriterebbe ben altro.
Il top: MICCOLI
Il flop: AGUIRREGARAY

CAGLIARI 6
Una sufficienza meritata. Non certo per Cellino, che da vecchio “imitatore” di Zamparini e nostalgico degli esoneri a catena dei bei tempi, è tornato all’antica, bombardando e silurando allenatori con impressionante facilità. In estate si è liberato inspiegabilmente di Donadoni, che bene aveva fatto nell’ultima parte della scorsa stagione. Dentro Ficcadenti, poi cacciato per far posto a Ballardini (già a Cagliari altre due volte in passato), infine ancora dentro Ficcadenti. Un mega pasticcio, senza controindicazioni. Il Cagliari ha sfruttato la solidità di un organico pluricollaudato per venir fuori dalle melme e salvarsi persino con relativa serenità. Conferme Astori e Nainggolan (entrambi da grande squadra), garanzie Conti, Cossu e Pinilla, rivelazione Ibarbo. Non hanno convinto gli altri acquisti esotici Rui Sampaio, Thiago Ribeiro ed El Kabir.
Il top: NAINGGOLAN
Il flop: SAMPAIO/EL KABIR

GENOA 4,5
Lo scherzo del destino era davvero dietro l’angolo. Dopo aver brutalmente preso in giro i cugini doriani un anno fa per la retrocessione in B, stavolta il grosso rischio lo hanno assaporato i tifosi rossoblù. Un campionato iniziato con ben altre aspettative. Roster complessivamente di buon livello, gli arrivi di Constant e Frey, le conferme di Palacio e Kucka, gli sbarchi in corso d’opera di Gilardino, Sculli e Biondini, la parziale rinascita di Miguel Veloso. Dignità salva nella prima parte di stagione con Malesani. Poi, dall’arrivo di Pasquale Marino, il baratro. Sino alle ultime giornate, vissute col cuore in gola. Indimenticabile il pomeriggio di Marassi col Siena, coi tifosi in rivolta ed i giocatori “denudati” in campo. Il peggio del peggio. All’ultimo soffio del campionato, ecco la salvezza. Anche qui, tabula rasa e rifondazione.
Il top: PALACIO
Il flop: PRATTO

LECCE 5,5
Serse Cosmi, aldilà dei pianti mediatici un po’ infantili e fuori luogo delle ultime settimane, meriterebbe anche un bel 7 pieno per il miracolo sfiorato. Ereditò da Di Francesco un Lecce in disarmo, con pochissimi punti in classifica, destinato presto a precipitare nei fanghi della Serie B. Con forza e determinazione, il tecnico umbro ha rimesso in piedi il gruppo, valorizzando due talenti assoluti del calibro di Cuadrado e Muriel (che dalla retrocessione andranno a giocarsi il preliminare di Champions con l’Udinese). Tante grandi prestazioni, tante belle imprese. Ma al “Via del Mare” è mancato qualcosa nei momenti chiave, forse il calore del pubblico. Il miracolo è riuscito solo a metà. E il Salento del futbol torna ad assaporare l’amaro gusto della B.
Il top: CUADRADO/MURIEL
Il flop: JULIO SERGIO

NOVARA 5,5
L’illusione vera ci fu a settembre, quando i ragazzi di Tesser (nelle prime tre partite di campionato) pareggiarono in rimonta in casa del Chievo, persero di misura a Cagliari e condannarono all’esonero Gasperini travolgendo l’Inter al “Silvio Piola”. Sembrava l’inizio della grande e sorprendente storia del Novara in Serie A. Invece, in breve tempo, i valori tecnici sono venuti alla luce. E per gli azzurri non c’è stato nulla da fare. La squadra in campo ha sempre dato il fritto, mostrando lampi di bel gioco. Ma la concorrenza era di un altro pianeta. Non è servito neanche il cambio tecnico in corsa (Mondonico al posto di Tesser),era impossibile salvare questo Novara. Orgoglioso, combattivo. Ma inadeguato alla massima categoria.
Il top: RIGONI
Il flop: JEDA

CESENA 4
Il flop dei flop della stagione. Ad inizio anno si parlava dei romagnoli in termini molto positivi. La conferma di Parolo (richiestissimo sul mercato) e gli arrivi di Mutu, Comotto e Martinez (e in seguito Santana e Iaquinta) sembravano poter lanciare il Cesena verso una stagione tranquilla. Senza patemi d’animo. La vera delusione in tal senso è stata Marco Giampaolo. Tecnico da sempre stimato, ma da qualche anno incapace di dimostrare sul campo il proprio valore. Arrigoni ha saputo rimettere in corsa i bianconeri, ma non è bastato. Con Beretta il crollo definitivo ed una retrocessione senza se e senza ma. Stagione disastrosa e fallimentare.
Il top: SANTANA
Il flop: GIAMPAOLO

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