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La Roma fa ‘poker’ a Chicago, in attesa di Destro (e non solo…)

23 luglio 2012 844 views Nessun Commento

(di Alessio Nardo) E’ una Roma in fase di (ri)costruzione. Senza Europa, con Zeman in panchina e l’obbligo assoluto di tornare a “contare” qualcosa nel calcio italiano. Dimenticati i disastri del primo anno di gestiona americana (segnato dal fallimento Luis Enrique) è tempo di guardare avanti. Quattro successi nelle prime quattro amichevoli estive non bastano a far tornare sorriso e fiducia ai tifosi. C’è bisogno di altro. Certo, osservare la Roma sbranare i polacchi dello Zaglebie Lubin al Wrigley Field Stadium di Chicago (prima tappa della tournée statunitense) è una piacevole sensazione. S’intravede la novità rispetto allo scorso anno, l’inversione di tendenza, il cambio di mentalità. Se con Luis l’organizzazione difensiva era precaria al pari di quella offensiva, con Zeman (almeno) la consapevolezza di una sofferenza perenne sul piano della copertura è (in parte) bilanciata dalla garanzia di un gioco spettacolare e di una straordinaria produzione di occasioni e gol. Quattro gli schiaffoni rifilati al Lubin, tutti nel primo tempo: Osvaldo, Tachtsidis, Lamela e Bojan.

Gli elementi di discussione? Primo: il rientro di Stekelenburg in porta. Un indizio importante che (al momento) mette a tacere le chiacchiere relative al presunto dualismo tra l’olandese e Lobont.. Debutto di Castàn al centro della difesa (accanto a Romagnoli). Diligente, attento, non velocissimo (ma questo lo si sapeva…), andrà valutato gara dopo gara. Sulle fasce, in attesa di volti nuovi, sempre loro: Rosi e Taddei, con José Angel nel dimenticatoio. Bradley intermedio destro di centrocampo, Tachtsidis davanti alla difesa, Pjanic intermedio sinistro. Migliora l’americano rispetto ai 45′ di Vienna, il bosniaco si accende a sprazzi (bello comunque l’assist per il 3-0 di Lamela), la nota più lieta è certamente il colosso greco ex Verona. Subito a suo agio da regista, smista il gioco e detta i tempi da veterano, andando anche a realizzare una rete splendida, con un formidabile cucchiaio mancino dal limite. Davanti? Lamela e Bojan a segno ma ancora non del tutto convincenti. Così come Osvaldo, del resto. Per tutti e tre sarà la stagione degli esami.

I cambi della ripresa producono poco. Curiost novità Heinze terzino destro (con Taddei lasciato a sinistra…). Burdisso, risparmiato in avvio per via degli interi 90′ disputati al ‘Gerhard Hanappi’ si sistema al centro con Romagnoli. A centrocampo spazio a Florenzi, le cui quotazioni appaiono un tantino in ribasso rispetto ai primi giorni di ritiro (non è esclusa una sua partenza in prestito ad agosto, sensazione del tutto personale…) ed un Marquinho ancora lontano dalla miglior condizione. Davanti, qualche interessante spunto del solito Nico Lopez (il talento c’è, deve migliorare sul piano della concretezza pura) e la solita generosità di Totti, vicino al 5-0 con un gran destro al volo sul palo. In corso d’opera in campo anche Lucca, José Angel e Verre. In attesa del Liverpool, primo test d’altissimo livello della stagione, il prossimo 25 luglio al Fenway Park di Boston. Lavori in corso. La Roma pian piano rinasce, in attesa di Destro e degli ultimi tre o quattro colpi per la difesa. Essenziali, se si vuol ripartire con un minimo di fondata ambizione.

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