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CHIEVO-ROMA 1-0 – Bergonzi colpevole, ma squadra molle e pasticciona

16 dicembre 2012 838 views Nessun Commento

(di Alessio Nardo) Dunque, torniamo sul pianeta terra. Le cinque vittorie consecutive tra campionato e Coppa Italia fanno già parte del passato. La Roma cade a Verona contro il Chievo, ed è uno stop pesante. Per il morale e per la classifica. La Juve vola, Lazio e Fiorentina vincono, Inter e Napoli scivolano. Acquisire i tre punti al Bentegodi era obbligatorio, e invece Zeman e soci tornano dal nebbioso nord con zero punti zero. Finisce 1-0 e decide un gol, in extremis, di Sergio Pellissier, spedito in panchina in avvio e resuscitato (come tanti altri) proprio di fronte ai colori giallorossi. Storie note, così come è noto il rapporto (da sempre oscuro) tra la Roma e gli arbitri. Ce ne sono alcuni con i quali il conto è ormai aperto. Mauro Bergonzi, per chi segue il calcio, è soggetto ben noto. Il più insopportabile di tutti. Atteggiamento da isterico invasato, decisioni spesso insensate, errori grossolani. Anche stavolta il fischietto genovese non si smentisce. Al 24′ ammonisce severamente il diffidato Castàn, togliendolo di mezzo dal big match di sabato sera con il Milan. Nella ripresa nega due rigori nitidi a Totti e Balzaretti (rispettivi falli in area di Dainelli e Guana). Episodi che avrebbero determinato un esito completamente diverso della gara. Da 0-1 a 1-0, il passo è breve. Vince il Chievo, la Roma si lecca le ferite.

Detto dell’arbitro, apriamo il capitolo “colpe romaniste”. Stavolta la prestazione globale è stata deludente. Poche pallegol, gioco lento, scarse invenzioni, molti singoli in giornata ampiamente negativa. Primo imputato? Zdenek Zeman. Ora, con tutto il rispetto (e la stima) che ho per quest’allenatore, è inammissibile portare avanti certi equivoci sino a maggio. Di cosa parlo? Facile, Tachtsidis. Il bradipone greco è lento, timido e impacciato. Sbaglia palle su palle, contrasta poco e male, non è un punto di forza. De Rossi, per quanto non sfavillante negli ultimi tempi, non può esser peggio dell’ex Hellas. Poi, Pjanic esterno destro d’attacco può andar bene, ma non sempre. Se si ha gente di ruolo (Lamela, Destro), è il caso di arretrare il bosniaco e rifornire la mediana di maggior qualità, lasciando in panchina uno tra Bradley e Florenzi (onesti lavoratori, dai piedi non raffinatissimi). Il resto è una difesa solida ed un attacco che stavolta ha deluso (non a caso, prima volta in stagione senza reti all’attivo). Disastroso Totti, pessimo Osvaldo. Molto nervoso il Capitano, solito atteggiamento “alla Vucinic” dell’italoargentino. Irritante quando non è in giornata. Tra sei giorni c’è il Milan, ultimo atto del 2012. Match durissimo e ultradelicato. Da giocare senza Castàn e forse Marquinhos (infortunatosi nel finale). Ci vorrà l’Olimpico delle migliori occasioni, caldo e scatenato, per aiutare i ragazzi a centrare l’impresa. E passare un Natale in festa.

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