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FIORENTINA-ROMA 0-1 | Sofferenza e goduria estrema. Dopo Montella, ora tocca a Strama

17 gennaio 2013 896 views Nessun Commento

(di Alessio Nardo) Finalmente una gioia. E che gioia. Goduria estrema, bella, pura, limpida. Senza se e senza ma. La Roma passa a Firenze e guadagna una semifinale di Coppa Italia dai mille valori. Prima di tutto, la stagione non finisce qui. Resta in piedi almeno per altre due settimane. Inoltre, era fondamentale che la squadra desse un segnale di vita e morale, affossando l’ingiustizia di una gara da giocare all’Olimpico e ignobilmente spostata al Franchi. Che attorno a questa Roma (di Zeman e Baldini, mai dimenticarlo…) tiri un’aria strana, era assai prevedibile. Sin da inizio stagione. Ma non per questo bisogna abbassare la testa ed accettare simili atti di prepotenza. Le risposte più importanti vanno date, in primis, sul campo. E stavolta i ragazzi sono stati fantastici, per impegno, cuore e determinazione. Gran sorpresa il 3-4-3 d’inizio gara. Zeman che cambia modulo è un evento più unico che raro. Anche perché, a tutti gli effetti, non c’era la necessità di farlo. Durante lo sviluppo della gara, la Roma è passata spesso al 5-4-1 (soprattutto in fase di copertura), ritrovandosi talvolta anche con il 4-3-3 stesso, con Marquinhos largo a destra, il terzino sinistro più basso ed il teorico esterno destro a fare l’intermedio (prima Piris, poi Taddei) accanto a Bradley e De Rossi.

Aldilà del modulo, come detto, è stato importante osservare una Roma tosta e gagliarda, affatto abbattuta dal doppio schiaffo di Napoli e Catania. La squadra c’è. Lo ha dimostrato al San Paolo, al Massimino e anche a casa Montella. Pizarro ha di nuovo mancato l’appuntamento con i suoi ex compagni. Stavolta per motivazioni molto meno gravi e drammatiche rispetto alla sfida dell’Olimpico di 40 giorni fa. L’assenza del cileno resta una disdetta per Vincenzino, nonostante l’altissima qualità in mediana garantita comunque da Aquilani, Borja Valero e dai due esterni Cuadrado e Pasqual. Senza contare Jovetic, sempre molto basso a cercar palle giocabili. In pratica, un centrocampista aggiunto. La Roma non ha avuto paura, e con una sola punta (Destro) è riuscita a creare, come al solito, moltissime opportunità. Mattia si è fatto il mazzo, lottando da leone, sacrificandosi, sbagliando molto e realizzando, al 97′, il gol vittoria. Per il resto, grande carattere anche a fronte di decisioni arbitrali folli (come l’espulsione inflitta da Rizzoli a Taddei, inesistente, e i tre minuti di recupero, divenuti poi cinque, al termine del secondo supplementare). Rosso anche a Dodò e Cuadrado in un finale nervoso. La Fiorentina ci teneva, pregustava la vendetta. E invece sorridiamo ancora noi. Ora l’Inter. Prima domenica in campionato, poi mercoledì in Coppa. Sempre all’Olimpico, in attesa del ritorno (in Tim Cup) a San Siro tra due settimane. Per fortuna di argomenti ne abbiamo ancora. La Roma, che molti non vedevano l’ora di dichiarar defunta, è ancora pienamente in vita.

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