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ATALANTA-ROMA 2-3 – Nella tormenta spunta Torosidis. Finalmente un po’ di continuità

24 febbraio 2013 1.111 views Nessun Commento

(di Alessio Nardo) E’ una Roma ritrovata, quella che a Bergamo vince per 3-2 e porta a casa il secondo successo consecutivo. Attenzione, ritrovata non significa “guarita del tutto”. Significa tornata squadra al 100%. Capace di soffrire, resistere e ribattere colpo su colpo. Come fanno le altre. Poi ci sono i difetti, i limiti, i vizi e le virtù. C’è tutto quello di cui si può discutere, poggiandosi però su basi chiare e solide. Aurelio Andreazzoli, il normal one, ha saputo restituire dignità e logica ad un gruppo sfaldato dalle lacerazioni interne dell’era Zeman. Serviva un elemento coagulante, una personalità in grado, con l’autorevolezza necessaria, di accontentare tutti e non scontentare nessuno. La Roma è tornata e finalmente ripropone in campo i più bravi. Quelli scarsi, che al boemo (chissà perché) piacevano tanto, ora se ne stanno buoni buoni in panchina ad aspettare il loro turno. Come ha fatto Tachtsidis, chiamato in causa negli ultimissimi minuti per difendere e dare qualche randellata al pallone (e non solo).

Gli altri, i migliori, ci sono tutti. E quando mancano De Rossi e Totti per squalifica, non si ricorre alla scelta da “fenomeno”. No, si fanno le cose nel modo semplice e corretto. Dentro Bradley al fianco di Pjanic, dentro Balzaretti sull’out sinistro, con l’eclettico Marquinho spostato nel tridente d’attacco. Gli altri? Ai loro posti di combattimento. Confermato Stekelenburg tra i pali e la difesa a tre con Piris, Burdisso e Marquinhos. Confermati Torosidis a destra, Pjanic in mezzo al campo e Lamela ed Osvaldo davanti. I due gol dell’Atalanta, in mezzo alla tormenta di neve, confermano che i problemi in fase difensiva sono tutt’altro che risolti. Ed è lì che il mister dovrà lavorare molto. Bene gli esterni. Torosidis, oltre al gol del decisivo 3-2, ha corso e lottato molto. Così come Balzaretti. Bene anche gli altri due goleador, Marquinho e Pjanic. Chi scende? Proprio i due attaccanti. Lamela ha sbagliato quasi tutto, Osvaldo non ne ha azzeccata una. E forse, se si riesce a vincere anche senza i due capitani e con due terzi dell’attacco insufficienti, vuol dire che le cose stanno realmente cambiando. In meglio.

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