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INTER-ROMA 2-3 – Pessimo inizio, poi buona reazione. Il derby in finale ora è realtà

18 aprile 2013 977 views Nessun Commento

(di Alessio Nardo) Per ottantaquattro giorni siamo andati avanti ad ipotesi. Abbiamo parlato di “probabile” e “possibile”, utilizzato più volte il termine “forse”. Ora basta. Ora il derby di Coppa Italia, in finale, è una realtà concreta e tangibile. Per qualcuno è una notizia positiva, per altri è motivo di estrema sofferenzo. Io sguazzo nel mezzo. Vivo l’attesa con moderata tranquillità, ma so bene che il 26 maggio ci si giocherà tutto. Noi contro di loro, per l’onore cittadino e per un trofeo. Non è mai successo in ottantasei anni di storia. Mai Lazio e Roma si sono affrontate in una finale di qualsiasi competizione. Sarà un evento inedito, incredibile, pazzesco. E’ importante esserci. Poi, tra quaranta giorni, qualcuno godrà e l’opposta sponda sarà costretta a masticare amaro. Ora mi concentrerei su quel che è accaduto a San Siro, sul 3-2 che ci ha portati dritti al derby. Aldilà di un discreto inizio e di un buon finale, non mi è affatto piaciuto il primo tempo.

La Roma, come spesso accade, è mancata nell’approccio mentale. E’ stata assente dal campo per lunghi tratti di gara, e sono emersi i peggiori difetti possibili per una squadra di calcio: lentezza, scarsa personalità, intensità al minimo sindacale. Il gol di Jonathan, spettacolare per costruzione ed esecuzione, è stata una logica conseguenza. L’Inter ha disputato questa gara senza svariati titolari: da Palacio a Milito, da Cassano a Guarin, da Cambiasso a Chivu, da Stankovic a Nagatomo. E ne dimentico persino qualcuno. Ma ha avuto la forza e il merito di crederci, almeno nella prima fase, sfruttando le consuete amnesie di una Roma impacciata. Andreazzoli ha riproposto la difesa a quattro, ma ha sbagliato nel confermare Marquinho nel ruolo di terzino sinistro. Il brasiliano è latente in fase difensiva e ha bisogno di bucare centralmente (quindi giostrando da intermedio di centrocampo o da trequartista aggiunto). Per vie laterali perde efficacia e consistenza, offrendo la possibilità all’avversario di turno (nella fattispecie Ricky Alvarez) di spingere e far male.

L’ingresso di Balzaretti per Florenzi nella ripresa, con lo spostamento di Marquinho in mediana, ha migliorato tatticamente la squadra, che ha avuto il merito (se così possiamo chiamarlo) di mostrare maggior voglia e determinazione. E’ bastato aumentare un po’ i ritmi e l’Inter si è sciolta come neve al sole. Lamela è stato preziosissimo, pungendo sia per vie esterne che per vie centrali. Il suo assist a Destro per l’1-1 ? Da grande rifinitore. Bella anche l’azione del 2-1, con la difesa interista immobile ed il filtrante azzeccato di De Rossi per Balzaretti. Palla a Destro e raddoppio. Ah, a proposito. Mattia Destro ha messo a segno cinque gol in quattro gare di Coppa Italia (nove stagionali se aggiungiamo i quattro in campionato). Deve migliorare, ma i suoi numeri parlano chiaro. Può diventare un ottimo bomber e la Roma deve tenerselo stretto. Da aggiungere, in questa serata, il capolavoro di Torosidis (fino al 73′ autore di una prova non esaltante) ed il 2-3 di Alvarez. Poi, tutti a casa. E noi alle prese con un pensiero fisso, che ci tormenterà per i prossimi 38 giorni. Quantomeno, c’è il campionato. Sei gare per tornare in Europa. Poi, dal 19 maggio, solo derby. Derby e basta. Temendo l’inferno e sognando il paradiso.

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