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ROMA-SIENA 4-0 – Qualità e tanti gol, Osvaldo ne fa tre. L’Europa League non è un’utopia

28 aprile 2013 947 views Nessun Commento

(di Alessio Nardo) Dici Pescara e pensi a Zanon, Capuano, Togni, Rizzo, Sforzini e soprattutto al desolante 1-1 di domenica scorsa. Pensi al Siena, ai buoni risultati in trasferta, al tridente veloce, al temibilissimo Emeghara e hai di fronte il fresco 4-0 maturato all’Olimpico. Il calcio, si sa, è uno sport strano. Ma la Roma è ancor più strana del calcio. Una squadra incapace di gestirsi al meglio durante l’intera stagione, costantemente a rischio figuraccia, molto immatura ma anche in grado di offrire spettacolo se i suoi principali interpreti sono in giornata. Sin dall’inizio, contro i toscani di Iachini, si è vista la voglia di proporre calcio e vincer la partita. Il resto l’ha fatto la qualità dei singoli. Lamela, Osvaldo e Totti hanno dialogato e rifinito, creato e concluso. Splendidi i primi due gol, dell’italoargentino e dell’argentino senza italo. Azioni splendide, di raffinato livello calcistico. Bello anche il 3-0, di Osvaldo, di forza, potenza e un pizzico di rabbia. Utile per le statistiche il quarto, di rapina, sempre ad opera del numero 9, che una tripletta con la maglia della Roma non l’aveva mai siglata.

E’ un successo che vale, perché l’Inter ha perso a Palermo e ci ritroviamo al quinto posto. Solito discorso. Se il campionato finisse oggi, saremmo in Europa League. Ma il campionato non finisce oggi e da giocare ci sono ancora quattro partite. Due di queste, in trasferta, particolarmente complicate (contro Fiorentina e Milan). L’Udinese è rientrata in corsa per l’Europa, Inter e Lazio (pur in crisi) sono sempre lì. Vicine. Ergo, sarà necessario uno sforzo notevole da qui al 19 maggio per non fallire l’obiettivo. Di certezze non ne abbiamo. La Roma è e resta un’incognita, l’unica soluzione è attendere e sperare. Una citazione, riguardo il match col Siena, la merita Lobont, all’esordio stagionale, bravo nel sventare le uniche due reali minacce prodotte dai bianconeri, entrambe a firma Emeghara (giocatore che porterei volentieri a Roma). Bene anche gli altri, da Balzaretti a Burdisso, da Bradley a Florenzi. Tutti concentrati al punto giusto. Conclusione su Osvaldo. Resterà o non resterà? Non si sa, lo vedremo. Ora è solo necessario non alimentare inutili diatribe con il pubblico. E questo messaggio, in primis, è diretto al ragazzo. Ora serve unione, bisogna remare tutti nella stessa direzione. Per le polemiche, anche aspre, ci sarà spazio a fine stagione.

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