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FIORENTINA-ROMA 0-1 – Osvaldo vola in cielo e ci avvicina all’Europa

5 maggio 2013 978 views Nessun Commento

(di Alessio Nardo) Un dato c’è. Rispetto al nulla dello scorso anno, questa stagione qualcosa ci ha dato. Qualche emozione, qualche sussulto, qualche urlo di gioia pura. I tre successi su quattro contro l’Inter, i quattro gol al Milan, il bolide di Totti con la Juve ed ora il dolce tris (tre vittorie su tre) alla cara compagine degli ex. La Fiorentina cade di nuovo al nostro cospetto e rischia di salutare definitivamente il sogno Champions. Siamo un incubo per loro. Per Montella, per Pizarro, per Aquilani, per Pradé. Per tutti coloro che un tempo erano dei nostri e che ora ci guardano sì con un pizzico di nostalgia, ma anche con tanta voglia di rivalsa. I viola sono squadra. Giocano bene, strabordano di talento e hanno già un’identità. Mancano, forse, nell’atto finale. Nel colpo del ko che avrebbe potuto ferire a morte la “catenacciara” Roma di Andreazzoli. Giallorossi sparagnini, rinunciatari, disposti a tutto pur di uscire imbattuti dal Franchi. L’obiettivo di Aurelio era lo zero a zero. Il successo è arrivato, per caso e per fortuna.

Urlo d’amore al minuto novantuno, quando la parabola di Pjanic dalla bandierina è arrivata al centro dell’area. Osvaldo, forte del suo fisico massiccio, ha prevalso nel duello aereo con Gonzalo Rodriguez e ci ha regalato svariati secondi di sensazionale goduria, oltre ai tre punti preziosissimi. Bello vedere i ragazzi lì, tutti insieme, sotto il settore ospiti. Contenti, felici, raggianti. E’ il segnale che qualcosa forse sta cambiando. Che la Roma triste e malinconica degli ultimi tempi sta sparendo, lasciando spazio ad una squadra più matura, più convinta, capace di soffrire e vincere anche partite (sulla carta) complicatissime. Va bene così, anche se non tutte le prestazioni individuali sono da promuovere. Male Lamela e Florenzi, poco costruttivo il centrocampo, con De Rossi e Bradley utili esclusivamente in fase d’interdizione. Bene la difesa: Burdisso sembra tornato ad ottimi livelli, così come Castàn. Bene persino Goicoechea, in campo al 46′ al posto di Lobont (infortunato al setto nasale). Totti, senza riferimenti dinamici intorno, ha dato il cuore. Come sempre. W i tre punti, w l’Europa che si avvicina. Ora il Chievo martedì. Guai a ripetere le nefandezze di Roma-Pescara. L’obiettivo è ad un passo, ma non ancora centrato. Ogni errore rischia di essere pagato a caro prezzo.

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