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Stadi da Sogno : Wembley e Highbury

27 giugno 2011 9.351 views Nessun Commento

Wembley – Londra
Non si poteva cominciare in modo migliore questa raccolta di impianti calcistici.
Lo stadio di Wembley, da tutti definito il tempio del calcio, è situato nella periferia di Londra, a circa 8/10 chilometri dal centro cittadino.
Dal 1923 al 2003, l’ impianto di Wembley, sempre molto capiente ma con un unico anello e soprattutto le due torri che sono state il simbolo dell’ Empire Stadium, questo infatti era il suo vero nome.
Quì si sono scritte delle autentiche pagine di storia calcistica, basti pensare alle cinque finali di Champions League ( o se si preferisce Coppa dei Campioni ), il mondiale del 1966 e le Olimpiadi del 1948. Wembley è diventato inoltre la casa della nazione inglese, infatti ci vengono disputate le gare della selezione maggiore. Fra i tanti aneddoti e curiosità, sono ormai entrati nel mito ( visto che dopo la ristrutturazione non ci sono più ) i 39 scalini che venivano percorsi per le premiazioni, oltre alle estemporanee finali europee, annualmente venivano disputate le finali di Coppa di Lega e FA Cup. In sintesi il “vecchio” Wembley si è caratterizzato per un’ atmosfera inarrivabile, la quale alimenterà per sempre il suo mito.
Il nuovo impianto inaugurato nel 2007, con i suoi 90.000 posti circa, è il secondo in Europa per capienza. Il suo simbolo è un gigantesco arco d’ acciaio, visibile da grande distanza, il quale illuminandosi nelle partite notturne, fornisce un grande effetto visivo. L’ impianto è stato totalmente ricostruito, presentando una veste esterna e interna del tutto nuova e più moderna. Il taglio col passato è evidente ma la bellezza e il pathos che vengono trasmessi restano immutati. Il primo goal ad essere segnato nella partita inaugurale fra le rappresentative Under 21 di Inghilterra e Italia, fu del nostro Giampaolo Pazzini, che alla fine del match siglerà addirittura una tripletta. Sotto l’ ingresso l’ immancabile store, non esageratamente grande, dove è possibile comprate maglie, tute e gadget vari. Giusto considerare che quando si dice Wembley si pensa a Londra, ma il punto dove sorge lo stadio dista circa 8/9 chilometri dal centro cittadino, soluzione tutto sommato giusto per facilitare l’ imponente massa di pubblico che affluisce puntualmente per gli appuntamenti nel tempio del calcio.

Arsenal Stadium – Londra
Highbury, zone di Londra situata nel quartiere di Islington poco più nord del centro cittadino, per gli amanti del calcio è più semplicemente il nome con cui veniva chiamato l’ Arsenal Stadium, la casa dei Gunners.
Fra la moltitudine di case a schiera tipiche dell’ architettura urbana londinese, dal 1913 sorgeva uno stadio fra i più ricchi di storia e fascino della Gran Bretagna.
Dal 2006, anno in cui venne demolito, l’ impianto ha lasciato il posto a un complesso residenziale che ha mantenuto la conformazione del vecchio stadio, con al centro un giardino dove c’ era il rettangolo di gioco e quattro palazzine a sostituire le tribune. L’ importanza e la considerazione riguardo al vecchio impianto, è testimoniata dall’ imponente facciata della East Stand che guarda su Avenell Road lasciata intatta, come ad essere un monumento alle gesta compiute in novant’ anni di storia calcistica. Nell’ arco dei decenni numerose sono state le ristrutturazioni e gli ammodernamenti apportati, senza tuttavia tradire il design architettonico “ all’ inglese “ di una volta, con tutta la romantica atmosfera che ne comportava. E’ palpabile una certa emozione quando si vede la vecchia facciata ancora in piedi, immaginandosi col pensiero quante e quali sfide di una calcio passato ma non troppo si sono disputate. L’ Arsenal Stadium fu il teatro nel 1934 della sfida fra l’ Inghilterra e l’ Italia campione del mondo di Vittorio Pozzo, una partita passata alla storia per la grande tenacia dimostrata dagli azzurri capaci di sfiorare la rimonta dopo essere stati sotto di tre reti: per tutti divennero i leoni di Highbury. Una particolarità, anche se non propriamente strutturale del vecchio “ Highbury”, è rappresentata dalla vicina fermata della metropolitana chiamata appunto Arsenal per volontà del mitico manager Herbert Chapman, il quale fece pressione affinché venisse così ribattezzato questo scalo della Tube.

A cura di Stefano Pieralli


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