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Serie A : un tricolore per sei. L’attuale griglia di partenza del campionato

30 luglio 2011 1.944 views Nessun Commento

(di Alessio Nardo) Previsioni di mezz’estate. Delle più classiche, senza pretese di veggenza o quant’altro. Siamo a metà del guado: a trenta giorni dall’inizio del mercato, e ad altri trenta dalla fine. Tra un mese, tutto sarà diverso. E’ sicuro. Ma il nostro ’scrivere’ non può attendere, il calcio parlato di luglio e agosto ha sempre un suo perché. Dunque, stiliamo (ad oggi) un’ipotetica griglia di partenza del prossimo campionato di Serie A. Tiro in ballo sei squadre, con un comune obiettivo: il tricolore. Alcune mi sento di lasciarle fuori (Udinese, Palermo, Genoa e Fiorentina), poiché al momento scarsamente attraenti. Chi tiro dentro? Le milanesi, la Juventus, le romane e il Napoli. Gran battaglia, superbo mischione dal quale verrà fuori una vincitrice, due soddisfatte e tre illustri deluse. Chi parte in vantaggio? Chi dovrà riguadagnare posizioni (e anche alla svelta)? Diamo un’occhiata, dalla pole position all’ultima fila.

1.MILAN
I favoriti di diritto, campioni in carica con pieno merito. Del Milan si sta parlando poco, ma dà l’idea d’esser la squadra più solida e completa. Mercato ottimo (Mexés, Taiwo, El Shaarawy), presumibilmente completato dal celebre ‘Mister X’ (Pastore addio, Hamsik quasi, Fabregas in bilico, chi sarà?), un organico pieno di belle soluzioni per il più taciturno ed efficace degli allenatori: Massimiliano Allegri. Molte altre big han cambiato, perseguendo la strada della ‘rivoluzione’ tattica e culturale. Il Milan no, non ne ha bisogno. Solidità, mentalità e voglia di riprendersi quel che l’Inter ha conquistato nell’ultimo quadriennio: scudetti e trionfi internazionali. Facile non sarà, è bene dirlo. L’Europa dei grandi è un magico luogo di feste a cui le italiane, ultimamente, non risultano invitate. Ma la storia può cambiare. E a cambiarla chi può pensarci se non il club più titolato al mondo? Una difesa granitica (Mexés ottimo partner di Thiago Silva e sostituto di Nesta, in prospettiva), fasce di muscoli e grinta, un portiere affidabilissimo e super ispirato. Mediana, in attesa del nome a sorpresa, forgiata dalla forza europea di Gattuso, Van Bommel, Ambrosini e Seedorf. Tutti un po’ avanti con l”età, ma ancora in grado di sfoderare due stagioni d’altissimo profilo. Poi la goccia di talento mancante tra centrocampo e attacco, sino a inebriarci di classe pura: Robinho, Cassano, Ibra, Pato. Occhio però alla difficile coesistenza tra gli ultimi due. L’ho detto e lo ripeto: Allegri, a parer mio, spererà ogni domenica di averne a disposizione solo uno. Il Milan “peggiore”, d’altronde, s’è sempre visto con la presunta coppia da urlo.
FORMAZIONE ATTUALE (4-3-1-2): Abbiati; Abate, Mexés, Thiago Silva, Taiwo; Gattuso, Van Bommel, Ambrosini; Boateng; Ibrahimovic, Pato. ALL. MASSIMILIANO ALLEGRI

2.INTER
Seconda è arrivata e seconda riparte. Con organico vecchio ed un allenatore nuovo, fin troppo sottovalutato. Gasperini ha la chance della sua vita, da sfruttare ad ogni costo. Se Villas Boas e Capello erano i sogni d’oro di Moratti, Gasp rappresenta la realtà più nitida e limpida. Pochi fronzoli, tanti fatti. Seguendo l’istinto di un modulo pluriproduttivo ai tempi del Genoa. Calcio spettacolo, muscoli e divertimento: un mix avvincente da riproporre, si spera, nell’Inter dei santoni e dei senatori. La prima rinfrescata è stata celebrata lo scorso gennaio con gli arrivi di Ranocchia, Pazzini e Nagatomo. Ora sta andando in scena la seconda, più lenta ma essenziale: c’è Alvarez, ‘Ricky Maravilla’, jolly prezioso per tutti i ruoli (dalla mediana in su); c’è Jonathan, muscolare terzino brasiliano, presunto erede dell’ex fuggitivo Maicon; ci sono Castaignos e Alborno, giovani virgulti dal sicuro avvenire. E non è finita qui. Casemiro è vicino a rinforzare il parco centrocampisti, e per l’attacco si punta al colpo da diecimila abbonati ’secchi’: Carlos Tevez, l’uomo che riporterebbe di diritto l’Inter davanti al Milan. Per ora è un sogno, da ferragosto in poi…chissà. Si riparte dall’ossatura base, dal gruppo del triplete: particolare attesa per il completo recupero di Walter Samuél in difesa, qualche dubbio sulla futura collocazione tattica di capitan Zanetti (partirà esterno sinistro, ma Nagatomo scalpita) e sul destino di Diego Milito, che in molti danno “di ritorno” a Genova. Della presunta dismissione di Samuel Eto’o, i tifosi non vogliono nemmeno sentir parlare. E a ragione.
FORMAZIONE ATTUALE (3-4-3): Julio Cesar; Ranocchia, Samuél, Lucio; Maicon, Stankovic, Cambiasso, J.Zanetti; Alvarez, Pazzini, Eto’o. ALL. GIAN PIERO GASPERINI

3.NAPOLI
Al momento tendo a considerare Napoli, Lazio e Juventus suppergiù sul medesimo piano. L’ordine che dò è relativo ai posizionamenti gerarchici dell’ultimo campionato. Il Napoli parte terzo, con pieno diritto. Forte di una stagione (l’ultima) straordinaria e di un effettivo miglioramento dell’organico. I problemi ci sono, inutile negarlo. O meglio, più che problemi oso definirle incognite. Mazzarri, non nascondiamoci, era ad un passo dall’addio sul finir di maggio. Eravamo ai saluti, poi qualche incomprensione “interna” è rientrata. Ma il messaggio trasmesso da Walter fu chiarissimo: “Io, con questa squadra, non penso di poter fare meglio”. Abbia il coraggio di ribadire adesso tale concetto al vulcanico De Laurentiis, one man show dell’estate calcistica italiana. Tra una testa di leone (con sotto Inler) e un insulto urlato ad Abete e Beretta per il calendario nefasto, Aurelio ha monopolizzato (da abile regista cinematografico) la scena nazionale. Ora, messo da parte il folclore, c’è da pensare al campo. Ottimi gli acquisti (oltre ad Inler da segnalare Fernandez, Britos, Dzemaili, Donadel, Santana), affascinante la prospettiva di vincere e convincere sul doppo fronte, italiano ed europeo. La squadra c’è, forte di una solidità ereditata dalla stagione trascorsa. Sorti e fortune resteranno appese all’ispirazione dei tre fenomeni offensivi. Occhi puntati su Cavani: 26 gol lo scorso anno. Roba forte. Saprà ripetersi?
FORMAZIONE ATTUALE (3-4-2-1): De Sanctis; Fernandez, Cannavaro, Britos; Maggio, Inler, Dzemaili, Dossena; Hamsik, Lavezzi; Cavani. ALL. WALTER MAZZARRI

4.LAZIO
Per una manciata di ‘buona sorte’ non ha agganciato l’ambito treno Champions a vantaggio dell’Udinese. La Lazio, punta nell’orgoglio e nel morale, non è stata a guardare. Ha osservato i friulani festeggiare, raccogliendo i propri malumori e facendone pieno tesoro. Un bravo a Claudio Lotito, finalmente presidente vero, e non il solito ‘didascalico moralizzatore’, peraltro abile nel risparmiare e assai poco nel potenziare il giocattolo biancoceleste. Stavolta, incertezze zero. Si è partiti all’attacco sul mercato, centrando gli obiettivi prioritari. A fronte di un paio di partenze più o meno dolorose (Muslera e Lichtsteiner), sono approdati ben sette volti nuovi: il portiere Marchetti, i terzini Konko, Lulic e Stankevicius, il mediano Cana e, dulcis in fundo, i due “punteri” del reparto offensivo, Miroslav Klose e Djibril Cissé. Messa una toppa agli addii del neocampione d’America Fernando e dell’esterno svizzero, si è deciso di potenziare il settore più carente. I capricci di Zarate e la scarsa ispirazione di Floccari fermarono sul più bello la Lazio dello scorso anno, a corto di gol ‘decisivi’. Ora, Reja ha due centravanti esperti e di provata resa. Il rammarico di tre mesi fa può tramutarsi in semplice “rinvio” di un traguardo prestigioso. La Champions. Ora si può, davvero.
FORMAZIONE ATTUALE (4-3-1-2): Marchetti; Konko, Biava, Dias, Radu; Cana, Ledesma, Matuzalem; Hernanes; Cissé, Klose. ALL. EDI REJA

5.JUVENTUS
Forse la realtà più nuova ed intrigante da scoprire, per lo meno ad alti livelli. La Juventus, dopo due stagioni disastrose (contraddistinte da due settimi posti consecutivi), intende ingranare la quarta e ripartire. Sul serio. Senza equivoci, senza false illusioni. Stavolta c’è tutto per far bene. In primis, una dirigenza che ha compreso gli errori del passato. Basta spese insensate, stop agli investimenti scellerati guidati da una logica assente. Il mercato in corso è da considerare lungimirante e di qualità. Poi, l’allenatore. Di Ferrara non convinceva il carattere, di Delneri il curriculum. Antonio Conte risolve i due rebus in un sol colpo: personalità granitica e feroce, da juventino vecchio stampo, e risultati di qualità già conseguiti in carriera (due promozioni in Serie A con Bari e Siena). Piace ai tifosi, piace all’ambiente, piace a tutti. Quel che intriga è la voglia di proporre calcio. Un 4-4-2 ‘camaleonte’, 4-2-4 in proiezione avanzata. I dubbi ci sono. La difesa, Chiellini a parte, è priva di centrali di elevatissimo spessore. I due terzini, Lichtsteiner e Ziegler, spingono forte ma dietro conservano qualche amnesia di troppo. Pirlo resta un regista sopraffino, ma da sempre è abituato al supporto di due mediani, non di uno solo (Vidal). Infine, Vucinic, l’ultimo arrivato (non ancora ufficiale). Seconda punta, centravanti atipico, al massimo esterno sinistro in un 4-3-3 o in un 4-2-3-1. Ma mai e poi mai laterale mancino di centrocampo in un 4-4-2. Staremo a vedere. Almeno, dopo anni di malinconica mediocrità, in casa Juve si torna a respirare profumo di grandezza.
FORMAZIONE ATTUALE (4-4-2): Buffon; Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Ziegler; Krasic, Pirlo, Vidal, Marchisio; Matri, Quagliarella (Vucinic). ALL. ANTONIO CONTE

6.ROMA
La metto per ultima, anche (non lo nego) per scaramanzia. E soprattutto perché mi ritengo una persona onesta. Ad oggi, 31 luglio, la Roma è una squadra “gravemente” incompleta. Non ne faccio una colpa ai nuovi proprietari, prossimi ad insediarsi a Trigoria il 18 agosto col closing definitivo, e nemmeno ai nuovi dirigenti. Anzi, Walter Sabatini sta svolgendo un egregio lavoro, seguendo un passo alla volta. Sono arrivati sei giocatori nuovi: Bojan, Lamela, Heinze, José Angel, Nego e Stekelenburg. Ne sono partiti altri: Doni, Riise, Mexés, Ménez e Vucinic. Fin qui non noto elevati miglioramenti rispetto all’organico gestito da Ranieri prima e Montella poi. Ecco il punto: è giunta l’ora del potenziamento. Si son spesi dei soldi, incassati degli altri. Agosto sarà il mese decisivo. Nella migliore delle ipotesi occorrerebbero altri otto volti nuovi: un secondo portiere, un terzino per fascia, un centrale difensivo, due centrocampisti e due punte esterne. Mi concedo qualche pretesa in meno e dimezzo le “esigenze”: un centrale difensivo, un terzino, un centrocampista, una punta. Da queste priorità non si scappa, altrimenti il lavoro del motivatissimo Luis Enrique (scommessa regina del nuovo corso) si complicherebbe oltremodo. Per ora, si è dietro. E dietro si rimane. Al 31 agosto, se sarà il caso, faremo altri discorsi.
FORMAZIONE ATTUALE (4-3-3): Stekelenburg; Cassetti, Burdisso, Juan, José Angel; Perrotta, De Rossi, Pizarro; Bojan, Totti, Lamela. ALL. LUIS ENRIQUE

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