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Serie A: una Roma ingenua cade al “Friuli”. Un’ora di sterile dominio, poi vince l’Udinese

25 novembre 2011 1.136 views Nessun Commento

(di Alessio Nardo) I sei punti nelle ultime due partite avevano risollevato l’umore del tifo giallorosso. Semplice (seppur prezioso) fieno in cascina, perché al primo big match la Roma cade di nuovo, come già accaduto nel derby e contro il Milan. Al “Friuli” la squadra di Luis Enrique gioca bene, gestisce campo e gioco a proprio piacimento. Il difetto? Lo stesso di sempre: scarsa profondità, la miseria di un tiro in porta. L’Udinese, piuttosto bruttina, ha l’unico merito di indovinare una verticalizzazione e trovare l’1-0 con Di Natale al 79′. Con la Roma scoperta, in contropiede arriva il definitivo raddoppio di Isla in extremis. I friulani si portano provvisoriamente in testa alla classifica (24 punti). Per i capitolini, fermi a 17, brutta batosta in chiave lotta al vertice.

Anche stavolta il “TotoLuisito” non ha vincitori. Il mister spagnolo sorprende tutti con l’ennesima formazione “pazza”: esordio assoluto per la coppia difensiva Kjaer-Juan, Taddei si sposta sul binario destro difensivo con José Angel dalla parte opposta. In mediana trova spazio Greco, Pjanic avanza a supporto di Lamela e Osvaldo. Nell’Udinese, Guidolin rinuncia ad una punta (Floro Flores) inserendo un trequartista (Abdi) in appoggio a di Di Natale. La prima defezione dell’incontro arriva al 17′: Domizzi s’infortuna e lascia il posto all’ex Ferronetti. I primi 45′ sono un concentrato di rara bruttezza. La Roma fa gioco come sua abitudine, i friulani coprono bene sul piano difensivo ma non riescono a ripartire. Guidolin dà l’idea di puntare allo 0-0, Luis è più spavaldo pur decidendo di tener bassi gli esterni per non offrire l’assist alle ripartenze bianconere. Ne nasce una gran ressa senza sbocchi da ambo le parti. Le due squadre in sostanza si annullano a vicenda. Le uniche reali opportunità da rete? Un colpo di testa di Benatia alto di poco sugli sviluppi di un corner, un bel destro di Gago da fuori area (sul fondo) e un mancino “strozzato” da Pjanic dall’interno dell’area in chiusura di tempo.

La Roma parte bene nella ripresa, acquisisce metri e dà più intensità alla manovra. De Rossi chiama subito in causa Handanovic con un grandissimo destro dalla distanza: il portiere sloveno vola e mette in calcio d’angolo. Lamela è un continuo grattacapo per Danilo e soci. Pjanic idem, ma senza lucidità negli appoggi. Osvaldo gioca una gran bella partita, fatta di sacrificio, forza nei contrasti e preziose occasioni create. Peccato che all’atto del dunque l’italoargentino si perda in un bicchier d’acqua. Al 61′ fa tutto bene in area, rientra sul destro ma manca l’appuntamento con lo specchio della porta. Luis Enrique decide di togliere Gago e inserire Bojan al 73′, mossa che non produce gli effetti sperati. I friulani, fin lì pericolosi solo al 64′ con un tiro ravvicinato di Basta respinto da Stekelenburg, trovano il casuale gol del vantaggio a dieci minuti dal termine. Verticalizzazione improvvisa di Pinzi dalla trequarti, Di Natale brucia sullo scatto i centrali romanisti e incenerisce il portiere olandese. Kjaer si fa male (probabile stiramento), dentro Cassetti. La Roma tenta il tutto per tutto ma continua a sbagliare troppo. Nel finale, lineare azione di ripartenza dei bianconeri: da Asamoah ad Armero, cucchiaino per Isla e gol facile facile del 2-0.

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