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Serie B: Sampdoria, tre motivi per sperare ancora…

13 febbraio 2012 1.015 views Nessun Commento

(A cura di Luca Onorato) Finalmente, dopo un’agonia durata più di 3 mesi, la Samp riesce nuovamente a vincere sul proprio campo, contro un’Albinoleffe tutt’altro che arrendevole ma decisamente in crisi (4 sconfitta di fila).
Ovvio che ragionare in questi termini può far sorridere, anche perché per i blucerchiati si tratta del terzo successo in campionato sul proprio terreno, bilancio disastroso per un club che a Marassi era pressoché imbattibile fino a un anno e mezzo fa. Altri tempi, altre potenzialità, altro spirito…
Quello che lascia ben sperare, al di là dei tre punti che valgono comunque platino, è la buona prestazione d’assieme che i ragazzi di Iachini hanno offerto, pur rischiando molto in contropiede soprattutto nel primo tempo. Oltre a Pozzi, autore del gol partita, i tifosi della Sud devono ringraziare, per l’ennesima volta, Sergio Romero che con almeno tre interventi miracolosi ha salvato la baracca, confermandosi portiere di ben altra categoria.
Sul piano della prestazione d’assieme sono 3 le considerazioni da fare:

1. Obiang sta confermando di possedere la personalità giusta per dirigere le operazioni in mezzo al campo. Spesso la squadra ha palesato la mancanza di un vero regista, guardando anche in altre piazze nella speranza di trovare un catalizzatore di gioco che permettesse alla Samp di trovare gioco e identità di squadra. Invece il concentrato di fosforo lo aveva in casa, sottoutilizzato inspiegabilmente sia da Atzori che dallo stesso Iachini, bravo successivamente a porre rimedio ai suoi errori affidandogli le chiavi del centrocampo doriano. Con l’inserimento dei nuovi Munari e Renan, subito convincenti, la nuova linea mediana blucerchiata sembra finalmente in linea con i propositi di rimonta sbandierati da tecnico e dirigenza.

2. Juan Antonio, pur se ancora discontinuo, sta dando qualità e fantasia al gioco della Samp. In più mostrando la classica “garra” tipicamente sudamericana che serve tanto quanto i tocchi di classe che l’ex giocatore di Brescia e River Plate è in grado di sciorinare. La caparbietà mostrata in occasione dell’azione che ha propiziato il gol di Pozzi, sradicando il pallone ad un avversario, lascia intendere che non si tratta del classico fantasista sudamericano, tutto tecnica ma molle caratterialmente. Il ragazzo tiene attributi, così come il suo dirimpettaio Foggia, protagonista (suo malgrado?) della “staffetta” che probabilmente caratterizzerà questo girone di ritorno. Iachini non è Valcareggi, ma una certa razionalità nel gestire i due fantasisti è in grado di fornirla.

3. Col forfait di Eder, per Bertani la partita rappresentava un’occasione importantissima per poter recuperare un po’ di credito in questa stagione per lui poco esaltante. Di gol nemmeno a parlarne, ma tanto movimento e umiltà sono tanta manna sia per la manovra blucerchiata (il ragazzo tecnicamente non è di certo da buttare), sia per Pozzi, abile ad inserirsi nei varchi creati dall’ex novarese, spesso calamita per i difensori dell’Albinoleffe. Le palle gol create ne sono una testimonianza ben lampante (col cruccio di una traversa che poteva dare dimensioni più veritiere al punteggio). E questo non è poco, vista la latitanza in fase conclusiva palesata troppo a lungo dalla Samp in questo torneo.

Il prossimo test è di quelli “veri”, all’Olimpico contro un Torino rinfrancato dalla recente vittoria contro la Nocerina. Sarà una prova del nove importante, sia sul piano del gioco espresso che su quello caratteriale. Di certo in trasferta la Samp ha fatto vedere le cose migliori (o meno peggiori) e questo lascia ben sperare, ma occorre innanzitutto registrare un attimo una retroguardia fin troppo allegra nell’ultimo sabato. Romero non può sempre togliere le castagne al fuoco, questo Gastaldello e soci devono capirlo subito….

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