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Il Real Madrid vince Clasico e Liga, Mourinho torna Re dell’universo. E Guardiola diventa un cretino…

22 aprile 2012 1.984 views 2 Commenti

(di Alessio Nardo) Alleluja. Josè Mourinho ce l’ha fatta. Dopo una serie di innumerevoli tentativi andati a vuoto è riuscito, finalmente, a battere il Barcellona. Dunque, riepiloghiamo. Dallo scorso 20 aprile 2011 (quando uno spaventoso stacco aereo di Cristiano Ronaldo consegnò la Coppa del Re al Real Madrid al “Mestalla”) le due corazzate del futbol spagnolo si sono incrociate in ben sette occasioni. Quattro le vittorie blaugrana, tre i pareggi. E nel frattempo Guardiola e soci si son portati a casa una Liga, una, Champions League, una Supercoppa di Spagna, una Supercoppa Europea, un mondiale per club, un accesso alla finale di Coppa del Re del 2012. Il Real? E’ rimasto lì, al trofeo nazionale alzato al cielo un anno fa. Sino a sabato sera, alla piccola grande rivincita del Camp Nou. Un 2-1 maturato in virtù del momento non sfavillante del Barça (dimostrato anche nelle ultime uscite in Champions League) e alla freddezza glaciale di CR7, abile a far volare i blancos immediatamente dopo il pari di Sanchez a metà ripresa. Un successo piovuto dal cielo, un segno del destino.

La Liga quest’anno è meritatamente nelle mani del Real. Detto ciò, da qualche ora il Barça sembra diventato un covo di idioti allo sbaraglio. Pep Guardiola ha azzardato la mossa Tello tenendo in panchina Fabregas e Sanchez dal 1′. Ha voluto fare il fenomeno e ha dimostrato di essere “inferiore” a Mourinho. O meglio, Mou è improvvisamente tornato il miglior allenatore di tutti i tempi (dopo un’infinita serie di batoste…). Tanta, troppa gente che non vedeva l’ora di sparare a zero contro il Barcellona e tornare ad esaltare San José. E non è finita. Altra teoria “post Clasico”: Cristiano Ronaldo ha fatto vedere a tutto il mondo chi è il più forte tra lui e Messi. Ma, sbaglio o negli ultimi tre anni, Leo ha vinto due Champions e Cristiano zero? Sbaglio o sempre negli ultimi tre anni, Leo ha vinto tre Palloni d’Oro e Cristiano neanche uno? Sbaglio o nell’ultima stagione, Messi ha portato a casa qualcosa come cinque trofei, e Cristiano solo uno? Eh ma Ronaldo segna di più. No, 63 le reti stagionali dell’argentino, 53 quelle del portoghese. 254 complessive in carriera per Messi, 263 per Ronaldo (ma Cristiano è due anni più grande). Eh ma Messi in nazionale fa ridere i polli. Perché, Ronaldo col Portogallo ha vinto qualcosa?

Tutto questo per dire cosa. Che una certa parte d’informazione era lì, sul trespolo, pronta ad assaporare una disfatta della squadra più forte di tutti i tempi (perché tale è) ed iniziare a gettar fango su Guardiola, su Messi, su chiunque, tornando ad esaltare quel Mourinho che, soprattutto in Italia, piace e affascina. Noi siamo il paese che privilegia e ama l’arroganza, che spesso sfocia in atteggiamenti scorretti. In Italia un “buono” come Pep Guardiola non piacerà mai. Meglio uno “alla Mou”, che di spalle va a infilare un dito nell’occhio di Tito Vilanova, o che (sempre di spalle, vigliaccamente) fa il gesto “che puzza!” rivolto a Messi a bordocampo. Uno che a suo tempo regalò l’istantanea delle manette in campo in una partita che la sua squadra, a giochi regolari, avrebbe dovuto finire in quattro uomini. E poi. Un campione d’umiltà come Messi non potrà mai piacere. Meglio CR7, il palestrato dal capello laccato e dal fare coatto. Ma sì.

Intendiamoci. Che Mourinho sia un eccellente allenatore è indiscutibile, per lui parlano storia e curriculum. Gli atteggiamenti non lo renderanno mai compiutamente “grande” agli occhi delle persone di buon senso, ma limitandoci ai risultati non si possono non riconoscere allo Special delle chiare abilità. Così come è impossibile negare (ma chi ha intenzione di farlo??) che Cristiano Ronaldo sia un fenomeno di proporzioni colossali. Ma almeno per ora, Pep, Messi e il Barcellona restano un’altra cosa. Il Real ha vinto la Liga, bene. Ma lo ha fatto dopo aver ingoiato bocconi amarissimi e speso soldi, soldi, soldi, soldi, soldi. Mentre il Barça, che con Guardiola ha vinto, rivinto e stravinto qualsiasi cosa, ha toccato la cima dell’olimpo calcistico con pochi spicci. Valdes, Puyol, Piqué, Busquets, Xavi, Iniesta, Tello, Cuenca, Pedro, gli stessi Messi e Fabregas. Tutta gente fatta e costruita in casa. Il Real? Sergio Ramos, Pepe, Carvalho, Xabi Alonso, Khedira, Ozil, Ronaldo, Di Maria, Kakà, Benzema, Higuain. Soldi spesi? Una valanga. E’ questa la vera differenza, l’autentico divario di grandezza che andrebbe sottolineato. E invece no, meglio dire che “Mou soppianta Guardiola”, che il futbol mondiale ha dei nuovi padroni. Ma il Barça non è certo finito. E quando tornerà a dominare, saranno dolori per chi oggi, come accadde il 20 aprile di un anno fa, ne annuncia preventivamente (e incautamente) il declino.

2 Commenti »

  • Lele dice:

    L’articolo è carino, ben scritto e piacevole da leggere ma puzza di romanista rosicone che crepa di invidia! =) Josè Mourinho è lo special one, lo dicono i numeri, a dispetto di tutte le prostitute mediatiche che continuano a parlarne male!
    Buona serata a tutti quelli che negli anni di Mou in Italia hanno vinto ZERU TITULI!

  • Alessio Nardo (author) dice:

    Il tuo commento è carino, ben scritto e piacevole da leggere ma puzza di laziale rosicone che che mentre la Roma si giocava scudetto e Coppa Italia con l’Inter di Mourinho, era lì appollaiato su un trespolo sudante, stressato e affaticato.. ;)